La pizza di Tramonti raccontata sulle colonne di ReteNews. Il giovane portale all news della Toscana ha ripreso la narrazione dell’iconica pizza della Costiera, nata tra le verdi montagne del comune capofila dell’enogastronomia.
Negli anni sono stati diversi i siti d’informazione e di settore che hanno discusso del fenomeno. Parliamo della pizza di Tramonti, che negli anni ha conquistato i favori della critica – e del palato – prima del Mezzogiorno, poi del resto d’Italia. Infine del mondo.
Tramonti, una delle tredici gemme della Costa d’Amalfi, contava fino a pochi decenni fa 6mila abitanti. Adesso i residenti sono scesi a 4mila. Il motivo? Ci sono 2mila pizzaioli emigranti. La risposta la offre Giovanni Mandara, pizzaiolo titolare della pluripremiata Piccola Piedigrotta di Reggio Emilia e Vice Presidente dell’Associazione Pizza Tramonti nel mondo: “Tutti emigrati al Nord, con in tasca poco più di un disco di pasta”. Quello per fare la pizza integrale tipica del paese d’origine.
In queste ore a discutere della pizza di Tramonti è il portale ReteNews. Il prodotto rappresenta, infatti, un unicum del suo genere. La pizza di Tramonti è infatti la prima variante della specialità che ha reso la Campania famosa nel mondo.
Per capire come nasce dobbiamo fare un salto nel tempo e arrivare fino al Medioevo quando nella città di Tramonti si svilupparono molte attività legate alla cucina, in particolare il fornaio. Qui la maggior parte della popolazione si occupava di preparare il pane biscottato che veniva fornito ai marinai di Amalfi durante i loro lunghi viaggi.
Questa tipologia di pane era differente da quello classico, era infatti realizzato completamente disidratato attraverso una cottura doppia. Questo processo di cottura permetteva al pane di mantenersi per mesi senza rovinarsi, e per gustarlo ai marinai era sufficiente reidratarlo con l’acqua di mare.
Per poter permettere al pane biscottato di disidratarsi era necessario, durante la sua cottura, abbassare la temperatura del forno. Per abbassare la temperatura i fornai erano soliti informare contemporaneamente una panella composta da farina di segale, orzo e miglio che era destinata al consumo immediato e che era quella che ad oggi viene chiamata Pizza Antica. Questa panella appena sfornata veniva insaporita con lardo e varie spezie e poi consumata ancora calda.
Con gli scambi commerciali sempre più frequenti con altre località tra cui Napoli, la Pizza Antica venne portata al di fuori del comune di Tramonti e da qui trasformata nella pizza che conosciamo oggi. Mentre nelle zone della Costiera Amalfitana, soprattutto a Tramonti si conservò la tradizione culinaria di base con una pizza realizzata con lo stesso impasto del pane biscottato.
A portare La Pizza di Tramonti al Nord ci pensò Luigi Giordano nel secondo dopo guerra, uno degli abitanti di Tramonti che decise di emigrare in cerca di fortuna. Era il 1955 quando si trasferì portando con sé le sue tradizioni culinarie e facendo conoscere a tutto il nord Italia la Pizza di Tramonti. Nel 2010 il Comune di Tramonti ha ottenuto il riconoscimento di De.Co. per preservare la memoria storica di questo prodotto e per evitare imitazioni, permettendo a tutti di gustare la pizza antica esattamente come si faceva un tempo.
Un legame indissolubile quello tra i pizzaioli del Polmone Verde e le proprie radici, suggellato dalla nascita, nel 1989, di una corporazione delle pizzerie di Tramonti. Nel 2019 il sodalizio ha cambiato forma ma non sostanza, confluendo nell’Associazione Pizza Tramonti, presieduta da Vincenzo Savino.
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