Tramonti: limoneti di Paterno sommersi dalla pomice. E’ allarme dopo le piogge / Foto

La morfologia delle montagne dopo i drammatici incendi di questa estate sembra essere completamente cambiata. Una metamorfosi accentuata dalle bombe d’acqua dei giorni scorsi che hanno messo a nudo, non solo le colonne montuose interessate dai roghi, perché prive della fitta vegetazione che le popolava, ma soprattutto la gravità della situazione.

E non solo a Positano. Anche Tramonti, altro comune della Costiera che ha subito danni con i nubifragi dei giorni scorsi, presenta ferite causate dagli incendi di questa estate. Colate di fango e di pomice non hanno solo interessato le strade interne come la variante di Polvica che Provincia di Salerno ha interdetto al traffico fino al prossimo 30 novembre.

Ma anche gli insediamenti agricoli. A Paterno, nella zona alta della piccola frazione poco oltre Maiori, alcuni terrazzamenti coltivati a limoneti sono stati completamente sepolti dalla lava di fango. Un evento senza precedenti che ora rappresenta un ulteriore campanello d’allarme in vista dell’inverno.

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E c’è chi teme che quel materiale non solo è la naturale conseguenza degli incendi di agosto ma possa avere una correlazione con quello che da cinque anni si verifica lungo le montagne che costeggiano la provinciale Sp1 nel tratto tra il bivio di Cesarano, in territorio di Tramonti, e quello della località Passo in territorio di Ravello.

«Il Genio Civile che ci ha finanziato un intervento nel vallone di Gete, nel quale dopo le abbondanti piogge dei giorni scorsi occorrerà intervenire di nuovo – spiega il vice sindaco Domenico Amatruda – ha previsto un sopralluogo più approfondito proprio lungo quella zona che è stata interessata dalle colate che hanno sepolto alcuni terrazzamenti della Ferriera».

Un monitoraggio indispensabile per individuare eventuali problematiche di tenuta del terreno e della montagna che al momento risultano essere non censite se si tiene conto delle mappature esistenti. Un intervento necessario per individuare nuove, eventuali, criticità e provevdere con un piano di riassetto dopo il terremoto morfologico subito dai territori interessati prima dagli incendi poi dalle piogge torrenziali.