Terrazzamenti abbandonati in Costa d’Amalfi: “A rischio il patrimonio Unesco”

Non solo la vicenda della Galleria Maiori-Minori, ma anche la tutela degli antichi terrazzamenti della Costiera Amalfitana, che versano, per fortuna solo in parte, in stato di degrado ed abbandono.

Di queste tematiche, infatti, tra le altre, si sta occupando Italia Nostra Salerno, che con Maria Rosaria Sannino, giornalista professionista ma da sempre attiva in numerose organizzazioni che si occupano della tutela e della salvaguardia del territorio, punta l’attenzione su una tematica di importanza vitale per la Divina, vale a dire la conservazione dei terrazzamenti nei quali viene coltivato il limone sfusato amalfitano Igp.

Questi, infatti, rappresentano un vero e proprio patrimonio materiale ed immateriale al tempo stesso del nostro territorio, e sono stati uno dei principali fattori determinanti del riconoscimento, negli anni ’90, del patrimonio Unesco per la Divina.

La scarsa cura degli stessi, secondo le associazioni, ha varie conseguenze negative: il deterioramento del territorio, il peggioramento del rischio idrogeologico. Un abbandono ulteriore dei terreni potrebbe causare, nel lungo termine, anche la perdita del riconoscimento Unesco da parte della Costiera.

Dottoressa Sannino, il maltempo degli ultimi giorni ha fatto puntare nuovamente i riflettori su una grave criticità per la Costiera Amalfitana, vale a dire il dissesto idrogeologico.

E’ un tema cruciale per la Costiera di cui diverse associazioni si stanno occupando, come Acarbio-Costiera Amalfitana ed il club per l’Unesco. Proprio con la prima delle due realtà stiamo realizzando un piccolo progetto con ragazzi Erasmus che giungono da tutta Europa, in cui si sta mappando una serie di terrazzamenti abbandonati, per avere un quadro più chiaro di questo fenomeno che non ha sempre avuto la giusta attenzione. Ogni terrazzamento abbandonato può contribuire a causare, infatti, il dissesto idrogeologico. Italia Nostra, del resto, ha fatto un grande lavoro per la mappatura del territorio della Costiera: fu presentato anche un progetto alla Regione Campania in cui si denunciò un forte abbandono dei terrazzamenti, oltre a segnalare, tra l’altro, la necessità di scongiurare i rischi da esso derivanti“.

Negli ultimi anni, però, non sono mancate esperienze di “ritorno” alla terra da parte di coraggiosi giovani imprenditori..

E’ vero che negli ultimi anni c’è stato un ritorno alla coltivazione dei limoni, soprattutto durante la pandemia, durante la quale numerosi giovani hanno interrotto il loro lavoro nel settore turistico recuperando antiche coltivazioni. Ma non è stato un evento risolutivo: con il boom del turismo avutosi nell’ultima stagione estiva, infatti, si è ritornati allo status precedente. C’è, inoltre, infatti, anche un problema di assenza di ricambio generazionale: spesso i terrazzamenti, infatti, sono gestiti da persone anziane, che hanno dai 65 ai 75 anni“.

Cosa comporta quest’aspetto?

Pochi sanno fare la sistemazione dei muretti a secco, e sono perlopiù persone che hanno già dato tanto per il nostro territorio, ragion per cui occorrerebbe che siano i giovani ad essere formati a questo tipo di pratica, siccome non è stata soltanto la coltura del limone il viatico per l’inclusione della Costiera tra i patrimoni Unesco, ma anche le loro architetture, tra le quali rientrano anche i terrazzamenti“.

Quali sono i rischi, oltre a quello di dissesto, legati a questo fenomeno?

Una Costiera Amalfitana fatta di sole montagne e rocce non sarebbe la stessa, per quanto comunque meravigliosa, e anche il Patrimonio Unesco sarebbe a rischio, nel caso in cui non solo queste colture non vengano incentivate, ma anche nel caso in cui si realizzino opere che danneggino le condizioni naturali del territorio. La caratteristica fondamentale per la quale la Costiera Amalfitana era stata riconosciuta come patrimonio Unesco sta proprio nel fatto che l’uomo è riuscito, nel corso dei millenni, a esercitare le sue attività, anche modificando il paesaggio del territorio, ma senza stravolgerlo“.

La politica e le istituzioni possono fare la propria parte per ostacolare l’abbandono dei terrazzamenti?

Questa problematica necessiterebbe, sicuramente, di una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni comunali: si era pensato di devolvere la tassa di soggiorno anche in favore di chi quotidianamente lavora nel comparto dell’agricoltura tradizionale in Costiera. Il sindaco di Minori Reale aveva sostenuto quest’idea che, però, alla fine non è stata più portata a termine. Purtroppo tutta la Costiera è stata vittima di una serie di decisioni prese dall’alto, che non hanno coinvolto la cittadinanza. Sulla Galleria Minori-Maiori, c’è stata, però, negli ultimi giorni, un’apertura da parte dell’ente comunale al dialogo“.