Territorio

La “Tammurriata Pimontese” presente alla Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale della Regione Campania

Non solo Minori e Praiano: anche il Comune di Pimonte è stato presente alla Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale svoltasi a Capaccio Paestum nello scorso fine settimana.

Due giorni per far conoscere, attraverso il nostro stand espositivo la Tammurriata Pimontese, patrimonio culturale immateriale campano, ma anche la cultura agro-alimentare della cittadina, che contribuisce ad arricchire e rendere straordinaria la Regione Campania.

È stata l’ occasione anche per pubblicizzare il Presepe Vivente che si svolge nella cittadina dei Monti Lattari, giunto alla trentesima edizione.

Il Gruppo Tammorra di Pimonte ha incantato tutti i visitatori con i canti e i balli della nostra tradizione. Presente, tra gli altri, nell’ambito della delegazione del centro dei Monti Lattari, anche lo chef pimontese Antonio Balestrieri, che ha interpretato creativamente alcune eccellenze locali.

Oltre alla Tammurriata di Pimonte, nell’inventario del patrimonio immateriale della regione Campania in esposizione al next erano presenti, tra gli altri, i canti dei battenti di Minori, protagonisti dei riti della Settimana Santa nella cittadina costiera, e la Luminaria di San Domenico, presente nell’elenco dal 2018.

L’Inventario cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007.

Per “patrimonio culturale immateriale” si intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

Andrea Bignardi

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