Sarà possibile calcolare le probabilità di eruzione del Vesuvio. Grazie a un nuovo modello statistico i ricercatori possono produrre una valutazione delle probabilità e sulla pericolosità per l’intero territorio di Napoli.
Era il 79 d.C. e nelle città di Pompei ed Ercolano piombò l’inferno. Fiumi di lava invadevano le strade dell’antica civiltà, cancellando millenni di storia e cultura. A raccontare quello che all’epoca fu dipinto quale segno divino da Plinio il Giovane, il quale raccontò la dipartita dello zio – il Vecchio – proprio nell’evento alle pendici del Vesuvio.
Oggi, a poco meno di duemila anni di distanza, siamo capaci di prevedere l’eruzione del vulcano. La previsione arriva da un nuovo modello statistico, elaborato dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).
Lo studio, dal titolo “A simple two-state model interprets temporal modulations in eruptive activity and enhances multivolcano hazard quantification“, è stato pubblicato sulla rivista specializzata Science Advances ed è stato condotto da un team internazionale di ricercatori dell’Ingv, dell’Università di Bari e del British Geological Survey di Edimburgo.
La ricerca ha affrontato le diverse tipologie di vulcanismo dei vulcani napoletani. Quella del Vesuvio, uno stratovulcano a condotto aperto/chiuso, quella dei Campi flegrei, una vasta caldera vulcanica – formatasi a seguito di almeno tre enormi eruzioni – e quella di Ischia, un edificio vulcanico che si è elevato di oltre mille metri dal fondo del mare.
Quella del Vesuvio è una situazione messa sotto la lente d’ingrandimento da esperti del settore. Nelle ultime settimane, infatti, si è diffusa la notizia – proveniente da una ricerca americana – di un’ipotetica eruzione del vulcano in questo secolo, con una stima pari all’ottanta per cento.
Ma, al pari di quanto scritto, va segnalato che la protezione civile – al 28 ottobre scorso – non ha segnalato particolari criticità. Il livello di allerta resta verde, ossia non si registra alcun fenomeno anomalo rispetto all’ordinaria attività che caratterizza da decenni il vulcano.
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