Strummolo: Origine, Storia e Curiosità dell’Antico Gioco Napoletano

Foto by jhonnydantonio

Lo strummolo, in napoletano: “strùmmolo”, è il nome dialettale della trottola, un antico gioco ormai caduto quasi completamente in disuso.

Originalmente, questo gioco era messicano.

Esso consiste in un fuso, solitamente di legno, terminante in un chiodo di metallo, e in una funicella usata per lanciarlo.

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Lo strummolo si presentava con una forma conica scalanata in senso orizzontale e con un chiodino di metallo alla base.

Il termine strummolo proviene presumibilmente dalla parola greca strombos (στρόμβος) o strobilos (στρόβιλος), cioè “mulinello” o “oggetto atto a ruotare”.

Come funzionava il gioco dello strummolo o della trottola

Nel Vocabolario domestico napoletano e toscano, compilato nello studio di Basilio Puoti, redatto nel 1841, la trottola si presenta scanalata in senso orizzontale.

Questa scanalatura era fatta apposta, in modo da facilitare l’avvolgimento della cordicella.

Una volta completato tale avvolgimento, il bambino tiene tra due dita il capo libero della funicella e alloggia la trottola nel palmo della mano.

Successivamente, con un gesto brusco del polso, la lancia a terra aprendo la mano, e mantenendo tra due dita il capo della cordicella.

Tale movimento imprime alla trottola un forte movimento rotatorio, che, se ben eseguito, si conclude con la stessa che ruota a terra sul chiodino di metallo.

Lo spirito di base è ovviamente quello di far durare la rotazione più a lungo possibile, e si presta sia al gioco individuale, che alla gara tra più bambini.

Lo scopo del gioco a gara era quello di avvicinarsi il più possibile con la propria trottola a quella dell’avversario, chi riusciva a spingersi oltre la linea tracciata a terra col gesso o chi riusciva semplicemente a far durare più a lungo la rotazione della trottola vinceva.

Il vincitore inoltre, aveva il diritto di colpire con la punta d’acciaio del proprio giocattolo lo strummolo del perdente fino romperlo.

Le modalità di gioco individuate dal suddetto Puoti erano, oltre alla classica trottola, agli aliossi, ai ferri, ai naibi o a coderone [non chiaro].

Quando il lancio riusciva imperfettamente, tanto che lo strummolo toccava terra di costato e non girava, si diceva di aver fatto “cappellaccio”.