Simboli del Natale: la Stella Cometa Che Annuncia il Bambino, Ecco Perchè

Uno dei simboli del Natale è senza dubbio la Stella Cometa.

Nel presepe tutti l’avranno messa e sopra la grotta o la capanna dove si trovano Giuseppe, Maria e il Bambino Gesù.

Ma come mai è diventato un segno della nascita di Gesù Cristo? E Perchè la ritroviamo nel presepe?

Tentiamo di dare una risposta a queste domande.

Stella Cometa: Perchè si Trova nel Presepe e Come è Diventata Simbolo del Natale

Come tutti sappiamo, la Stella Cometa ha condotto i Re Magi da Gesù Bambino per l’adorazione.

Ma da dove ha avuto origine questo fatto?

Chi parlò per primo dell’astro luminoso fu Origine di Alessandria, un apologeta del cristianesimo, nel III secolo d.C.

Dopo, nel VII secolo d.C., Giovanni Damasceno scrive che la stella apparsa ai Magi non poteva che essere una cometa.

Giotto e la Stella Cometa

E’ stata comunque un’opera di Giotto a consolidare nel popolo la credenza della Stella Cometa.

Infatti, nella sua Adorazione dei Magi, che si trova ore nella Cappella degli Scrovegni di Padova, l’artista raffigura, per la prima volta, l’astro di cui parla il Vangelo di San Matteo come cometa.

Da allora, nelle raffigurazioni sacre o popolari del presepe, sarà quasi sempre presente una cometa con la coda.

Prima di Giotto, altri artisti, sempre ispirandosi al testo evangelico di Matteo, avevano raffigurato la Natività inserendo nel cielo una semplice stella.

Ma perchè Giotto mise la coda a questa Stella Cometa?

Secondo gli storici dell’astronomia, la scelta della cometa da parte di Giotto fu probabilmente ispirata dal fatto che l’artista fu testimone dello spettacolare passaggio della cometa di Halley nel 1301.

Stella Cometa o no? Qual è la verità?

Secondo altri astronomi invece la stella di Gesù non fu una cometa vera e propria.

Allora, bisogna pensare che forse in quel momento avvenne un altro fenomeno eclatante nel cielo, che portava a dire che c’era una stella cometa.

Per capire ciò bisognerebbe risalire esattamente all’anno preciso della nascita di Gesù Cristo.

Ad assegnare alla Natività la data del 753 dopo la fondazione di Roma, che segna l’origine del nostro calendario, fu il monaco e astronomo Dionigi il Piccolo nel VI secolo.

Ma già nel XVII secolo lo studioso del cielo Giovanni Keplero, contestava questa scelta.

Infatti egli suggeriva di anticipare la nascita di Gesù di qualche anno, così da farla coincidere con una congiunzione dei pianeti Giove, Saturno e Marte.

Questa congiuzione tra pianeti, secondo lo scienziato, era il fenomeno celeste descritto da Matteo nel Vangelo.

Che Gesù sia nato qualche anno prima si ricava dal riferimento a un preciso e databile evento storico contenuto in un altro Vangelo, quello di San Luca.

Scrive Luca: «In quel tempo fu emanato un editto da Cesare Augusto per il censimento di tutto l’Impero».

Ebbene, un’antica iscrizione su una stele, rinvenuta presso la città di Ankara, conferma che quel censimento impegnò i funzionari romani in Oriente dal 7 fino al 6 avanti Cristo.

Quindi sarebbe proprio questo l’intervallo di tempo in cui si potrebbe collocare la nascita di Gesù.

Se così fosse, l’evento astronomico si sarebbe verificato tra il 7 e il 6 a.C.

Cosa poteva essere la Stella Cometa?

Quella che noi oggi chiamiamo per convenzione Stella Cometa, poteva quindi essere:

1. Una «stella nuova» (o supernova) che, stando alle cronache di astronomi cinesi, sarebbe apparsa attorno al 5 avanti Cristo.
2. Una lunga congiunzione di pianeti, prima fra Giove e Saturno, poi anche con Marte, avvenuta tra l’8 e il 6 avanti Cristo. I primi due pianeti erano così stretti da sembrare un’unica stella.

La prima ipotesi appare molto improbabile perchè non ci si troverebbe con la datazione, nè col fatto che la stella si muove, infatti le supernove sono fisse.

La seconda tesi sembra più probabile poichè il moto apparente dei pianeti rispetto alle stelle fisse è compatibile con gli spostamenti dell’astro della Natività di cui parla Matteo nel suo Vangelo.