Lo scorso 25 settembre è stata inaugurata a Sapri una nuova opera d’arte: la statua della Spigolatrice.
La Spigolatrice di Sapri da sempre è simbolo patriottico del Risorgimento italiano: celebrata da Luigi Mercantini nella omonima e nota poesia in omaggio alla fallita spedizione di Sapri di Carlo Pisacane, nel 1857, partita per innescare la rivoluzione nel borbonico Regno delle Due Sicilie.
Questa grande figura storica è il soggetto della nuova statua di Emanuele Stifano. L’artista però non ha ottenuto la fama sperata.
L’opera è stata ricoperta di polemiche che la dipingono come una statua sessista a causa delle “curve troppo provocanti” che l’artista ha messo in risalto dall’abito succinto con il quale è ritratta la lavoratrice dei campi nella statua di bronzo, con lo sguardo rivolto al mare.
Molti, addirittura, paragonano questa nuova rappresentazione della Spigolatrice con quella protagonista del famoso dipinto dell’artista Jean-François Millet che, secondo molti, è la più corretta rappresentazione delle lavoratrici dell’Ottocento.
Nell’opera dell’artista francese, infatti, le spigolatrici non indossano vestiti succinti, ma chine sul raccolto indossano abiti che non lasciano intravedere forme. In questo modo fanno risaltare agli occhi dell’osservatore unicamente il duro lavoro e la perseveranza di queste donne.
Sotto il post dell’artista cilentano innumerevoli sono i commenti negativi, alcuni di questi chiedono addirittura l’abbattimento della statua.
Tra questi, una donna ringrazia l’artista così: “Grazie, se mai c’è ne fosse bisogno oltre tutto il resto, per averci ricordato quale debba essere il nostro ruolo in società e nell’arte: femmine ipersessualizzate per il piacere maschile.”
Emanuele Stifano non si lascia abbattere dalle critiche e replica: “Se fosse stato per me – scrive rispondendo ai commenti su Facebook – avrei fatto una figura completamente nuda, lo stesso vale a dire per il Palinuro di qualche anno fa e per le statue che farò in futuro, a prescindere dal sesso“
L’artista, infatti, sottolinea che questa scelta di rappresentazione deriva dal suo amore verso il corpo umano e soprattutto dalla passione che ci mette nel plasmarli per farli diventare statue senza tempo.
Conclude poi scrivendo: “Penso comunque sia inutile dare spiegazioni a chi vuole assolutamente vederci depravazioni o cose varie”.
Anche il sindaco Antonio Gentile si schiera dalla parte dell’artista sottolineando la maestria dell’artista. Gentile, infatti, ritiene “violente, sessiste e offensive” le critiche di chi “incita all’abbattimento della nuova statua.”
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