Stabilimenti balneari Amalfi: Cassazione rigetta ricorso della Procura di Salerno

Anche la Cassazione salva gli stabilimenti balneari di Amalfi. La Suprema Corte ha infatti giudicato inammissibile il ricorso della procura di Salerno presentato contro la disposizione  del tribunale del Riesame che lo scorso 31 luglio accolse l’stanza di dissequestro degli stabilimenti balneari di Amalfi evitando così il caos in piena estate.

La discussione del ricorso si è svolta ieri a Roma dinanzi ai giudici della terza sezione di piazza Cavour che hanno accolto le tesi degli avvocati Andrea Di LietoLeopoldo Fiorentino Francesco Gargano ai quali gli stabilimenti balneari di Amalfi hanno da tempo affidato la tutela dei propri interessi legali.

Una bomba, scoppiata nel cuore dell’estate, quel sequestro preventivo differito che ha rischiato di compromettere la passata stagione estiva.

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Già, perché tra le preoccupazione c’era soprattutto il mantenimento dei posti di lavoro al di là di quegli accordi commerciali già siglati con clientela e strutture alberghiere.

Insomma, con il proprio dispositivo, il Riesame evitò un duro colpo a un importante segmento del sistema turistico cittadino disponendo l’annullamento dei provvedimenti. notificati il 16 luglio scorso dagli uomini della Guardia Costiera di Amalfi e dai militari della sezione navale della Guardia di Finanza di Salerno.

«L’istanza di riesame deve essere accolta per insussistenza del fumus commissi delicti» stabilirono i giudici del tribunale di Salerno, sezione riesame (presidente Gaetano Sgroia, giudici Gabriella Passaro e Cristina De Luca), che annullarono il decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno lo scorso 9 luglio disponendo la restituzione degli stabilimenti ai legali rappresentanti delle società Stella Maris, Marina Grande, Silver Moon e Mar di Cobalto.

E questo, fu scritto nel dispositivo, «in ordine alla contravvenzione di cui all’art. 1161 del codice della navigazione di cui al capo 1) della rubrica (per mancanza dell’elemento soggettivo della contestata condotta di occupazione arbitraria di spazio demaniale e per prescrizione della contestata condotta di innovazioni non autorizzate), con conseguente restituzione dei beni in sequestro».