Spiagge e Covid-19: spuntano i cordoni di sicurezza. Idea per la Costiera?

Foto TgCom24

Dopo l’idea dei blocchi in plexiglass sulle spiagge, partita dal litorale romagnolo e bocciata praticamente da tutti in Italia, dalla Puglia arriva un’altra ipotesi di distanziamento sociale sulle spiagge: i cordoni di sicurezza.

L’idea, come detto, viene dalla regione tacco d’Italia, nello specifico da Porto Cesareo, in Salento e consiste nel delimitare con picchetti e corde spazi di 10 metri quadrati sulla sabbia nell’area dell’ombrellone assegnato, consentendo così di mantenere una distanza di almeno un metro fra un lettino e l’altro.

Proprio come per il plexiglass, i cordoni di sicurezza rientrano nell’ottica di salvare la stagione estiva non solo della Puglia ma di tutta l’Italia. Gli imprenditori della CNA balneari Puglia stanno quindi lavorando per predisporre le migliori sistemazioni per rendere la spiaggia un luogo sicuro in termini di contagio e distanziamento sociale.

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Una idea, quella dei cordoni di sicurezza, a nostro avviso molto migliore del plexiglass che non solo renderebbe del tutto estraneante l’esperienza di un bagno al mare, ma comporterebbe anche un senso di “soffocamento” dovuto dalle alte temperature e dal sole che si riflettono proprio sugli schermi del materiale plastico.

Ma a questo punto la domanda a noi di Amalfi Notizie sorge spontanea: quella dei cordoni di sicurezza sarebbe una soluzione utile anche in Costiera Amalfitana?

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Crediamo proprio di no. Prima di tutto perché siamo certi che i gestori dei lidi balneari della Costiera Amalfitana sapranno trovare una soluzione idonea a creare distanziamento sociale senza ricorrere a plexiglass o a cordoni, semplicemente rimodulando lo spazio in concessione con sdraio e ombrelloni.

In secondo luogo una soluzione così sulle spiagge libere, che danno da pensare di più rispetto alle private, sarebbe altrettanto impossibile per una serie di motivi. Il primo: chi si occuperebbe dell’installazione di questi cordoni? Il Comune? E una volta finito lo spazio a disposizione chi si occuperebbe di mandare via le persone in “sovrannumero?” Polizia Municipale, Protezione Civile, persone incaricate apposta per svolgere questo ruolo?

Senza pensare poi a quante volte questi cadrebbero sotto il delicato equilibrio delle nostre spiagge composte per lo più da ciottoli e non da sabbia.

Ma poi, infine, la domanda sorge spontanea…non ci siamo spaventati abbastanza a causa del Covid-19 per continuare, senza nessuna misura aggiunta, quel distanziamento sociale, che già da due mesi stiamo attuando, anche in spiaggia?