Sondaggi politici elezioni 2018: nessuno governa, tante astensioni

Prima di entrare nel dettaglio degli ultimi sondaggi politici per queste prossime elezioni 2018, teniamo presente alcune variabili.

I candidati concorrono in un sistema misto in parte con metodo maggioritario in collegi uninominali e in parte con metodo proporzionale in collegi plurinominali.

L’indicazione del capo della coalizione non è prevista mentre ogni partito deve dichiarare il capo politico della lista.

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Lo sbarramento per entrare in Parlamento è del 3% per le liste mentre le coalizioni per ottenere seggi devono superare il 10%, con l’obbligo di avere al proprio interno almeno un partito in grado di conquistare il 3% dei voti

Stando agli ultimi sondaggi politici, il Centrodestra e’ la coalizione in testa nelle intenzioni di voto, mentre M5s risulterebbe al primo posto come partito, ma entrambi non raggiungerebbero il numero di seggi sufficienti per formare un governo.

Anche altri governi che nascerebbero da altro tipo di alleanze post elettorali non avrebbero la maggioranza nelle due Camere, comprese le larghe intese tra Forza Italia e Pd.

E’ quanto emerge da un sondaggio Ixe’ con le intenzioni di voto datato al 1 Febbraio.

Secondo le rilevazioni, le intenzioni di voto sono le seguenti, rispetto alle precedenti del 25 gennaio: M5s 28,7 (-0,5) Pd 22,0 (+0,2) CP 0,8 (-0,1) Insieme 0,4 (-0,3) +Europa 2,6 (+0.6) Leu 7,3% (+0,3) Fi 17,0 (+0,3) Lega 11,5 (-0,4) Fdi 4,3 (-4,1) McI 2,0 (-0,2) altri c.destra 0,5 (+0.3) Altri 2,9 (-0,1).

Per quanto riguarda la traduzione in seggi, secondo questo recente tra i sondaggi politici, il Centrodestra otterrebbe 290 deputati, M5s 172, il Centrosinistra 134 e Leu 30.

Al Senato il Centrodestra avrebbe 150 senatori, M5s 84, il centrosinistra 65 e Leu 14.

Guardando i seggi dei singoli gruppi, risulterebbero privi dei seggi sufficienti – in base a queste intenzioni di voto – le alleanze che vengono tradizionalmente indicate: l’alleanza Pd-Fi avrebbe 252 deputati e 123 senatori; quella M5s-Lega 270 deputati e 130 senatori; i “Governo del Presidente” (tutto il centrosinistra, Leu e Fi) 298 deputati e 147 senatori.

Hanno risposto che andranno sicuramente a votare il 59,3% degli intervistati; l’8% non andra’ sicuramente alle urne e il restante 32,7% e’ indeciso.

La rilevazione e’ un sondaggio CATI-CAMI-CAWI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.971 contatti complessivi), di eta’ superiore ai 18 anni.

Ma i numeri più rilevanti degli ultimi giorni nei sondaggi politici sono quelli relativi all’astensione.

I numeri di Demopolis lasciano senza fiato.

Alle urne andrebbe solo il 63% degli elettori: nel 2013 si raggiunse quota 75%.

Di fatto ci sarebbero 5 milioni di astenuti in più rispetto alle ultime politiche.

In tutto sarebbero in 17 milioni a non andare a votare e di questi solo 4 rientrano nel campo dell’astensione revocabile.

Dramma nel dramma: il 47% dei giovani sotto i 25 anni non andrebbe a votare.