Territorio

Santa Trofimena, il sindaco di Minori Reale: “Stupito dalla nota della Diocesi”

Prendiamo atto della nota, e naturalmente non avremo difficoltà nel rispettarla, anche se personalmente resto alquanto stupito“. E’ la reazione del primo cittadino di Minori Andrea Reale alla nota redatta dal responsabile dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Amalfi-Cava de’Tirreni don Giuseppe Milo. Qui per il documento completo.

Come scrive il quotidiano La Città in un articolo a firma di Salvatore Serio, il sindaco della città del gusto ha evidenziato come la vicenda che ha visto buona parte dei primi cittadini della Costa d’Amalfi divenire i “portatori” della statua della Santa patrona in occasione della solennità del 13 Luglio scorso non può configurarsi come un “abuso”.

Le polemiche che qualcuno ha innescato nascono, infatti, da un malinteso senso della devozione popolare, di cui mai nessuno ha inteso abusare per scopi strumentali – si legge nell’articolo – Non si può disconoscere che un sindaco rappresenta in ogni circostanza l’intera comunità, sicché l’atto di portare la venerata statua di Santa Trofimena non ha avuto altro senso che quello di rinsaldare la partecipazione delle comunità locali al rito religioso“.

Strumentale mi sembra, semmai, il risentimento che questo gesto spontaneo ha determinato in qualcuno, forse ansioso più di suscitare polveroni pretestuosi che di tutelare una ritualità e una devozione che in quest’occasione non credo, come persona e come fedele, siano state minimamente scalfite“, ha concluso il primo cittadino di Minori.

Il documento di Don Giuseppe Milo aveva invitato le autorità civili e militari a evitare di portare le statue dei santi in processione. “I portatori delle statue – aveva scritto il responsabile dell’Ufficio Liturgico della Diocesi – siano prevalentemente fedeli che vivono con assiduità la vita della parrocchia o della confraternita, di cui eventualmente si è parte. Pertanto, non conviene confondere i diversi ruoli e i servizi che si svolgono nella comunità della Chiesa per cui bisogna evitare che autorità civili o militari e anche i sacerdoti o religiosi portino le statue dei Santi. L’occasione mi è gradita per un saluto fraterno e cordiale“.

Andrea Bignardi

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