Milano comincia a guardare a Sfero con occhi nuovi. Due eventi fondamentali potrebbero presto fare da cornice all’inizio di un dialogo importante: l’Artom Talks, laboratorio di idee visionarie, e la fiera Fa’ la cosa giusta, punto di riferimento per chi immagina un futuro più sostenibile e consapevole.
Nulla è ancora ufficiale, ma qualcosa si è già acceso. I responsabili degli eventi hanno espresso grande entusiasmo verso il progetto Sfero e verso la visione che lo anima: un’idea di benessere profondo, autentico, che non si accontenta di adattarsi ai modelli esistenti, ma che punta a trasformarli alla radice.
Non si tratta solo di due tappe: si tratta di un possibile punto di rottura. Perché Sfero non vuole integrarsi nel sistema del benessere contemporaneo — vuole cambiarlo radicalmente.
Il 18 luglio segnerà una svolta. In quella data, Sfero cambierà pelle, presentando pubblicamente i primi elementi di un’evoluzione che non sarà solo concettuale, ma visibile, concreta, radicale. Sarà l’inizio di una nuova fase, in cui l’idea diventa azione, presenza, impatto reale. Chi ha seguito il percorso finora, troverà una nuova energia. Chi lo incontrerà per la prima volta, sentirà che qualcosa di diverso sta finalmente accadendo.
Milano 2026 potrebbe diventare il luogo simbolico di questa rivoluzione gentile. Una rivoluzione che non urla, ma lascia il segno. E che oggi, per la prima volta, trova delle porte aperte.
