Settimana Santa in Costiera: in Basilica a Minori il rito del «Tappeto» / Foto

Anche quest’anno, in occasione della Santa Pasqua, sono iniziati anche in Costiera Amalfitana i rituali legati alla settimana Santa.

Tra i riti più sentiti di preparazione al Triduo pasquale a Minori c’è sicuramente l’allestimento del Sepolcro nella Basilica di Santa Trofimena che viene ultimato subito dopo il rito della messa in “Coena Domini” del giovedì Santo.

A rendere speciale la manifestazione è la realizzazione del cosiddetto “tappeto” intorno al quale vengono collocati i germogli di grano preparati dalle donne di Minori e dalle famiglie dei bambini che dovranno fare la prima comunione. A realizzare il tappeto il maestro Giacomo Palladino con la collaborazione dei giovani dell’arciconfraternita di Minori.

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Il nome “Tappeto” è legato alla somiglianza tra l’opera e i tappeti di lana o cotone prodotti nei territori medio-orientali. La tradizione di decorare il pavimento con immagini colorate non è esclusiva della Costiera Amalfitana, anche se ormai è una tradizione che viene praticata solo a Minori. In molte zone d’Italia tale processo viene svolto per la festa del Corpus Domini, mentre a Minori il tappeto è indissolubilmente legato alla settimana Santa.

Quest’anno il soggetto scelto per il Sepolcro è la rappresentazione dell’episodio del Vangelo “Gesù e la Samaritana al pozzo” e potrà essere ammirata da giovedì ai piedi dell’altare della deposizione, collocato a sinistra della navata centrale della Basilica di Santa Trofimena.

Per realizzare il “Tappeto” si utilizza un’arte antica: è composto da segatura miscelata con pigmenti colorati per ottenere le varie tonalità. Per la realizzazione del soggetto da raffigurare, si parte da un immagine della Passione di Cristo e si riporta ingrandendo con la tecnica della quadrettatura cartesiana sul pavimento. Gli spazi vengono riempiti per mezzo di colini di varia misura, con una destrezza manuale, facendo ruotare fra indice e pollice il materiale, definendo le finiture più particolari.

Il Tappeto, una volta ultimato, sarà contornato dai germogli di grano. La tradizione legata alla Pasqua vuole che i germogli debbano essere chiari, di un colore giallino, quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia che simboleggia il corpo di Cristo. I semi di grano vanno messi a germogliare in un luogo buio e non ventilato per simboleggiare il passaggio dalle tenebre alla luce della Resurrezione di Cristo.