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«Sembrava di stare alle Olimpiadi». La vittoria di Amalfi: regata in pillole

«Neanche ai Giochi Olimpici si avverte un calore simile. Gli amalfitani trasmettono passione». Il commento a caldo è quello dell’allenatore dell’imbarcazione costiera Antonio La Padula, ancora emozionato per l’impresa dei suoi. E Abbagnale invita tutti al proprio matrimonio: «Vi aspetto in Duomo il 29 settembre». Il Sindaco: «La più bella conclusione per la festa organizzata da questa città».

Il cavallo alato passa davanti a tutti. Sono passate da poco le 17 di un afoso pomeriggio, reso più tollerabile solo dall’attesa. Pegaso è in buona compagnia: al suo fianco ci sono il drago genovese, il leone alato della Serenissima e l’aquila pisana. Amalfi ha già portato a casa dodici delle precedenti sedici edizioni disputate tra le acque amiche.

E, fino a poche centinaia di metri, sembrava che la vittoria virasse verso la laguna. Poi, con un finale al cardiopalma – e spinta da un calore incredibile – l’imbarcazione del timoniere Di Palma ha messo la prua davanti a tutte.

Così il sindaco Daniele Milano, visibilmente emozionato sul palco al momento della premiazione: «È la migliore conclusione per la grande festa che abbiamo organizzato ad Amalfi per gli amalfitani. Per tutti coloro che credono in questa grande manifestazione di celebrazione della storia nazionale. La rassegna è inclusiva, abbraccia l’intero Stivale da nord a sud», conclude il Sindaco, prima di invitare sul palco i colleghi rappresentanti delle altre istituzioni presenti.

Felice per l’esito positivo della gara il tecnico Antonio La Padula: «Non posso fare altro che ringraziare la cittadinanza. Mi sono reso conto che ad Amalfi non si può perdere. Nemmeno alle Olimpiadi ho visto un calore del genere, gli amalfitani trasmettono passione».

Commosso Vincenzo Abbagnale, che invita tutti al proprio matrimonio nel Duomo di Amalfi: «Vi aspetto tutti il 29 settembre».

Presente sul palco anche Giuseppe Abbagnale che, insieme al fratello, ha scritto pagine memorabili di canottaggio. E, a suon di sudore e calli, ha reso immortale questa meravigliosa terra. Al grido, oggi come allora: «Non ci prendono più».

Matteo Maiorano

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