Scuole chiuse in Costiera Amalfitana, Andrea Reale: “E’ stata una scelta dolorosa”

I sindaci della Costiera Amalfitana si difendono dopo il richiamo del Prefetto al rispetto delle decisioni del Governo per quanto concerne la chiusura delle scuole.

Nella Divina, ricordiamo, i sindaci dei singoli comuni hanno emesso apposita ordinanza per la chiusura degli istituti scolastici, in considerazione dell’elevato numero di positivi.

Ad approfondire l’argomento Mario Amodio, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano Il Mattino, nel quale ha intervistato il Delegato alla sanità della Conferenza dei Sindaci Costa d’AmalfiAndrea Reale.

Intervista che riportiamo di seguito integralmente.

«Sono state ordinanze dolorose in quanto tutti i sindaci vogliono una scuola attiva, ma per la situazione che si è venuta a creare non c’erano altre soluzioni» esordisce il sindaco di Minori, Andrea Reale.

Che tipo di problemi sussistono oltre all’escalation di contagi?

«Innanzitutto ringrazio il prefetto per la garbata missiva che ci ha fatto recapitare e in seguito alla quale assumeremo delle determinazioni. La ratio delle ordinanze è presto spiegata: la costiera conta circa il 5% circa di popolazione positiva al covid ed i 13 sindaci, ancor prima dell’ordinanza del governatore De Luca, avevano deciso, proprio per una questione organizzativa, di dare respiro alla macchina sanitaria che gestisce le emergenze covid».

Ma c’è un problema di carenza di personale?

«Certo che si. Ad esempio il funzionario dell’Asl addetto al settore covid, che dovrebbe supportare i dirigenti scolastici in caso di catene di contagi nelle aule, è uno solo tra la Costiera e Cava. Non possiamo ingolfare la macchina, per questo ci siamo orientati sulla chiusura delle scuole per due settimane. Senza considerare poi il prezioso supporto dei volontari della protezione civile che stanno operando al centro vaccinale. Temiamo che tutta la macchina messa su con Asl e Azienda Ospedaliera avrebbe potuto subire un ritardo del 70%. Perché gruppi di protezione civile, medici e personale dell’Usca operano sul territorio nella gestione dei casi presenti in zona tra tamponi a domicilio e tracciamento».

E ora cosa succede dopo l’invito del prefetto?

«Innanzitutto va ribadito che abbiamo prodotto le tredici ordinanze di chiusura delle scuole per sole due settimane in seguito al dilagare dei contagi. Comunque, verificheremo la condizione epidemiologica della Costa d’Amalfi, comune per comune e, tenendo conto dei numeri che sono in costante aumento, considereremo l’ipotesi un nuovo provvedimento nel tentativo di far conciliare tutte le esigenze».

Avete idea di come muovervi?

«Ci sono una serie di ipotesi compresa quella di effettuare uno screening di tutti gli alunni prima di farli entrare a scuola. Ma sarà la conferenza dei sindaci a decidere il da farsi».