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Scoperti dei batteri con attività simile a quella dei farmaci

In medicina si studiano molto i meccanismi che hanno a che fare con la resistenza antibatterica. In effetti tutto ciò rappresenta una questione molto importante, perché la resistenza antibatterica nel mondo continua ad aumentare.

Tutto ciò non fa altro che mettere a rischio la nostra salute. Le cure che oggi abbiamo a disposizione, come gli antibiotici, potrebbero risentirne molto in termini di efficacia. Per fortuna, però, i progressi della scienza sono davvero molti e di recente un gruppo di scienziati ha scoperto l’esistenza di un microbo che potrebbe aprire nuovi scenari in campo terapeutico.

Quali sono i batteri del tutto simili a farmaci

I microbiologi della Washington University hanno individuato dei rari microbi che vivono nel suolo, che sarebbero in grado di produrre delle molecole, le quali hanno attività simili a quelle dei farmaci.

Gli scienziati hanno spiegato che la loro ricerca si è concentrata su alcuni batteri che vivono nel suolo e che si chiamano actinomiceti. Sono proprio questi microbi che, identificati sulla base di ricerche genetiche, potrebbero costituire un punto di riferimento per la produzione di nuovi medicinali.

Infatti negli actinomiceti si trovano molti elementi che vengono utilizzati per la costituzione del 50% degli antibiotici. Per esempio ci sono molecole con azione contro la tubercolosi e altre molecole che agiscono come immunosoppressori.

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Le nuove prospettive nel campo della medicina

Gli studiosi che hanno intrapreso questa ricerca sono convinti che dallo studio di questi batteri si possono ricavare nuovi medicinali, soprattutto per contrastare il fenomeno della resistenza antibatterica che oggi cresce sempre di più.

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Nello specifico un loro particolare studio si è concentrato su un microbo della specie actinomiceta che si chiama Lentzea flaviverrucosa. È un batterio che si trova nei suoli della Cina e che, non essendo stato studiato ancora abbastanza, potrebbe rivelare delle sorprese molto importanti per la produzione di farmaci.

Gianluca Rini

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