Scavi di Pompei, nuove scoperte. Emersi resti di giovani in fuga dall’eruzione

Erano cinque giovani che cercavano disperatamente di scampare alla forza ineluttabile dell’eruzione che nel 79 d.C. devastò le città di Pompei, Ercolano e Stabia.

Continuano a regalare sorprese gli scavi archeologici di Pompei, che oltre a questi nuovi resti umani, hanno restituito delle zappe, forse usate dai giovani per scavare un cunicolo tra le ceneri e i lapilli, ma anche tre monete d’oro, un pendente di collana e alcuni vasi da mensa, mescolati alla rinfusa dopo i saccheggi degli scavatori clandestini che dopo l’eruzione del 79 d.C. si avventurarono nella città alla ricerca di tesori sepolti sotto la cenere.

Le scoperte sono state effettuate nella zona di Porta Ercolano, ed esplorando l’area, dopo una tomba femminile scoperta già nove mesi fa, gli archeologi hanno rinvenuto una nuova sepoltura a cassa integra, appartenente ad un uomo adulto, uno dei primi Sanniti arrivati a Pompei, sepolto con sei vasi a vernice nera, tutti in ottimo stato di conservazione, legati al rito del banchetto e al vino, risalente a quattrocento anni prima della tragica eruzione.

Poco distanti dall’area funeraria, gli archeologi si sono imbattuti in uno strato non intaccato dagli scavatori ottocenteschi e hanno appunto rinvenuto gli scheletri dei cinque fuggiaschi, che avevano trovato rifugio un una bottega.

L’ufficializzazione dei ritrovamenti è arrivata nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte le organizzazioni che hanno preso parte al ritrovamento di questi importanti pezzi di storia: la Soprintendenza di Pompei, l’Ecole Francaise de Rome, le Centre Jean Berard e il Cnrs.

Gli esperti non escludono che, proseguendo nelle ricerche, possano emergere nuove tombe della fase pre-romana di Pompei, ancora non pienamente conosciuta, confermando come il sito archeologico sia ancora una miniera ricca di sorprese dal valore storico e culturale impareggiabile, che aspettano solo di venire alla luce.