Scavi di Oplontis: riaperta la Villa di Poppea / Orari e costi

Ha riperto la pubblico, dopo alcuni lavori di sistemazione e miglioramento del percorso di visita, la Villa di Poppea agli Scavi di Oplontis.

L’accesso, dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso possibile alle 17.30 avverrà in modo contingentato per fasce orarie, per massimo 40 visitatori ogni 15 minuti. Il Sito rimarrà chiuso il martedì.

Il costo del biglietto, acquistabile esclusivamente on line su www.ticketone.it , sarà di € 7,00 (+ 1 € di prevendita on-line). Lo stesso biglietto consentirà l’accesso a Villa Regina a Boscoreale.

Oroscopo Paolo Fox Domani Sabato 1 Agosto: previsioni segno per segno

Siamo giunti quasi alla fine del mese di Luglio e, anche per questo mese, non ci resta che scoprire cosa ci riserveranno gli astri...

Per il solo sito di Villa Regina di Boscoreale è possibile anche l’acquisto singolo on-line su www.ticketone.it al costo di 2€ (+ 1 € di prevendita on-line). L’ingresso alle Ville di Stabia è gratuito.

La Villa di Poppea

La villa di Poppea è stata scavata per la prima volta nel ‘700 con alterne fortune, mentre un recupero più ampio e sistematico si è avuto solo a partire dal 1968.

La villa, risalente al I secolo a.C. ed ampliata nel corso dell’età claudia, viene attribuita a Poppea Sabina per l’iscrizione dipinta su un’anfora, indirizzata ad un liberto della moglie di Nerone.

Al momento dell’eruzione del Vesuvio la villa era disabitata, forse in fase di restauro a causa del terremoto di Pompei del 62 e tutti gli oggetti sono stati ritrovati accantonati in alcune stanze. Ad oggi la costruzione non è ancora interamente scavata: l’area riportata alla luce corrisponde alla zona orientale, mentre l’ingresso principale e la zona occidentale sono ancora da recuperare ostacolati anche dalla presenza di una strada moderna ed un edificio militare.

La pianta della villa è molto complessa e ancora oggi non redatta con certezza in quanto non esplorata totalmente e viene convenzionalmente divisa in quattro parti: le zone nord, sud, ovest e est.

Nella parte nord è presente un ampio giardino nel quale sono state rinvenute diverse sculture in marmo ed è stato possibile ricostruire i calchi delle radici di grandi alberi, ossia degli ulivi, anche se fino a poco tempo fa si credeva potessero essere o dei melograni o degli oleandri.

Nella zona sud invece si trova un altro giardino circondato da un colonnato su tre lati: sono stati oggi piantati alberi di alloro, che si pensa fossero anche presenti al momento dell’eruzione.

Nella parte ovest è presente l’atrio con un compluvium che raccoglieva l’acqua piovana nell’impluvium: le decorazioni della sala sono in secondo stile ed è molto utilizzata la tecnica del trompe l’oeil per raffigurare ambientazioni architettoniche e colonnati.

La cucina presenta un banco in muratura con un ripiano sovrastante adibito a piano cottura, mentre nella parte sottostante piccoli vani con forma a semicerchio probabilmente contenevano legna da ardere; una vasca era probabilmente utilizzata per lo scarico di liquidi. Il triclinium, nella zona in cui si trovava probabilmente la mensa, è adornato con un mosaico con figure romboidali mentre nel resto della sala si riscontrano affreschi in secondo stile raffiguranti colonne dorate decorate con rampicanti: tra le decorazioni, una graziosa natura morta rappresentante un cestino con fichi.

Seguono due saloni: uno aperto verso il mare con un’unica parete affrescata con rappresentazioni di un santuario di Apollo, pavoni e maschere teatrali, mentre nel secondo salone, più grande, sono rappresentati un cestino di frutta coperto da un velo semitrasparente, una coppa di vetro contenente melograni, una torta poggiata su un supporto e una maschera teatrale. La villa era dotata anche di un quartiere termale: il calidarium ha pareti affrescate in terzo stile, dove l’opera principale è il mito di Ercole nel giardino delle Esperidi; gli affreschi del tepidarium sono a fondo nero o rosso scuro, secondo quanto indicato dal quarto stile pompeiano.

Nella zona ovest è inoltre presente un cubicolo dove è stato possibile ottenere i calchi della porta in legno e della finestra ed un piccolo peristilio le cui pareti sono decorate con fasce grigie e nere e dove è presente il larario decorato in quarto stile e con la trave di sostegno originale posta sopra la nicchia seppur carbonizzata.

Nella parte est della villa sono presenti due sale poste in modo speculare una all’altra: nella prima non ci sono dipinti ma solo una zoccolatura in marmo ed una pavimentazione incompleta con alcune piastrelle in marmo, segno che la villa era in ristrutturazione; la seconda sala presenta decorazioni in quarto stile.

Segue una sala priva di affreschi con le pareti in bianco, rosso, giallo e nero riservata agli ospiti, un piccolo viridario con decorazioni in secondo stile raffiguranti piante, fontane ed uccelli e due saloni speculari: il primo che presenta una nicchia semicircolare nella quale era alloggiata una scultura mentre il secondo è identico al precedente con la presenza di marmi alle pareti.

Nella villa è infine presente una grande piscina di 61 metri di lunghezza e 17 di larghezza, pavimentata in cocciopesto e risultava adornata ai bordi con statue di marmo, copie di epoca romana di originali greci: attorno sorgeva un prato con platani, oleandri e limoni.