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“Sogno o son morto?”, a Scala un weekend all’insegna del teatro

L’inverno entra nel vivo in Costiera Amalfitana: non mancheranno, però, tanti buoni eventi culturali, che renderanno le serate nella Divina certamente più coinvolgenti.

L’Associazione Scala Reale, ad esempio, porterà in scena dal 2 al 5 Febbraio, alle ore 20.00, presso il teatro “Il Portico” di Scala, “Sogno o son morto”, una commedia brillante strutturata in due atti.

Tradimenti e bugie, complotti e segreti d’ogni sorta popolano, infatti, la vita dei protagonisti della commedia: si tratta di una storia in cui nessuno è del tutto innocente, ed è quindi vano qualsiasi tipo di riscatto.

Ma anche in un contesto tanto oscuro, risulteranno molto disponibili i tratti del teatro comico.

La storia, come si evince dalla trama, tratta temi di un certo spessore morale come l’importanza che, troppo spesso, viene conferita alle apparenze, la facilità con cui si pesa la vita in base a criteri prettamente superficiali, dando particolare peso alle ricchezze, alle ambizioni per il futuro, a ciò che si mostra, in altri termini, in superficie, senza tener conto dell’importanza di emozioni e profondità d’animo.

Si tratta di spunti alquanto seri che condurranno, inevitabilmente, lo spettatore alla riflessione, ma abilmente miscelati alla perfezione con momenti di assoluta leggerezza, tipici della tradizione comica napoletana.

Una caratteristica dello spettacolo è quello di rappresentare una “commedia psicologica“, sospesa tra sogno e realtà, ma anche per la capacità di rendere lo spettatore, nella soggettività della sua interpretazione, quasi un personaggio attivo della commedia stessa.

La scenografia è ricca di simbolismi, e ha la capacità di spiegare al pubblico il significato stesso della commedia.

Il fondale, infatti, è diviso in tre parti: quella centrale (vista di un panorama), al di fuori dell’abitazione in cui si svolge la vicenda, sta a significare il sogno, appunto, il mondo onirico, la vita ultraterrena; i due bordi laterali all’interno dell’abitazione (due pareti di muro), invece, rappresentano il confine con la vita reale, la concretezza, la durezza dei giudizi umani e dei parametri che si usano per valutare gli altri.

Quest’ultima, quindi, rappresenterà un punto di riferimento costante per lo spettatore, sintesi visiva immediata e completa del senso stesso dello spettacolo.

Andrea Bignardi

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