Ha riaperto ieri, mercoledì 2 giugno, uno dei luoghi più antichi e suggestivi dell’antica Città di Scala, “I Ruderi della Basilica di Sant’Eustachio”.
Sarà possibile visitare la Basilica di Sant’Eustachio tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.30.
I resti delle strutture che costituiscono la basilica sono risalenti al XII secolo e sono stati interessati da un importante restauro che ha permesso di fermare il processo distruttivo, iniziato già nel 1570.
La basilica, a tre navate, absidata, conserva ancora la sua imponenza grazie alla posizione dominante su uno sperone roccioso e alle tre absidi che si innalzano per molti metri sul pianoro.
Le navate erano probabilmente divise da archi poggianti su colonne, di cui restano in situ solo alcune; nulla resta della copertura, mentre interessante risulta la decorazione della parte esterna absidale.
La facciata, infatti, è alleggerita da motivi di arcatelle a sesto acuto cieche, disposte su più registri e poggianti su colonnine binate di fine marmo bianco, a volte doppie e arricchite da elementi di tufo, atto a creare contrasti cromatici. I resti di una cripta, in parte crollata, e di vari terrazzamenti arricchiscono l’impianto.
La basilica apparteneva alla famiglia d’Afflitto, tre le più note, che abitava in una casa-torre, provvista di bagno arabo e collocata in una postazione strategica del territorio (tra la frazione di Pontone e quella di Minuta).
Di fronte alla loro residenza edificarono, nel corso del XII secolo, la chiesa di S. Eustachio, dedicata al martire romano che per antica tradizione ritenevano il capostipite dei d’Afflitto; il cognome stesso richiamerebbe, secondo una versione tramandata l’afflizione subìta dal martire fondatore del casato.
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