Scala: la Basilica di Sant’Eustachio rivive in una ricostruzione virtuale / Video

Antonio Cocozza

La Basilica di Sant’Eustachio a Scala è stata ricostruita virtualmente dalla Capware, l’azienda leader nel settore della ricostruzione virtuale.

Scopo del progetto quello di ricostruire la Basilica come probabilmente era nel 1200 quando è stata realizzata. Per fare ciò gli architetti hanno utilizzato un modello tridimensionale foto-realistico col quale poter analizzare le trasformazioni che la chiesa ha avuto nel corso dei secoli.

Il video con la ricostruzione grafica è stato presentato durante la mostra “Immaginare l’antico” che si tenne a Scala nell’agosto del 2010.

Foto di Luca Gagliano

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“La filosofia che ha guidato questo progetto – dichiara l’arch. Marco Capasso della Capware, è stata quella di valorizzare la materia antica arrivata sino a noi esaltando la bellezza del sito, i suoi valori paesaggistici e di autenticità che la chiesa ancora conserva. Virtuale è la possibilità che, sedimentata nelle cose, può essere riattivata se l’immaginazione la ridesta. La potenza della simulazione virtuale tocca in questo filmato il suo apice, restituendoci come in una rêverie fatta di immagini l’atmosfera e la bellezza dell’antica basilica di Sant’Eustachio”.

Nel video viene mostrato, passo dopo passo, quale era l’aspetto originario della Basilica: calcoli matematici e linee vanno a ricostruire tutto lo splendore della chiesa: il campanile di stile arabo – normanna simile a quello del Duomo di Salerno così come la facciata e i dettagli maiolicati delle bifore.

La Basilica venne costruita davanti la loro dimora dalla famiglia d’Afflitto, famiglia nobile della città, nel corso del XII secolo e venne dedicata a S.Eustachio, martire romano che per antica tradizione ritenevano il capostipite dei d’Afflitto; il cognome stesso richiamerebbe, secondo una versione tramandata l’afflizione subita dal martire fondatore del casato.

Antonio Cocozza

La chiesa-basilica possiede una cripta sottostante ed è orientata, come tutte le chiese medievali, verso est. Le pareti esterne delle absidi mostrano decorazioni con tarsie che seguono archi intrecciati e motivi a stella, caratteristici del mondo islamico spagnolo ed africano. Lungo le pareti laterali strette saettiere favorivano, un tempo, la distribuzione della luce solare; in particolare, dell’abside centrale.

Le navate erano in origine separate da grandi colonne marmoree con capitelli classici di spoglio, trasportati da varie zone del Mediterraneo; esempi di tali testimonianze scultoree sono tuttora visibili appoggiati al pavimento.

Per vedere il video realizzato da Capware cliccare qui.