La società gestrice di un noto albergo amalfitano sito a Vettica, pagherà oltre 198mila euro a fronte della rinuncia da parte del Comune di Amalfi ai diritti relativi ad una strada comunale in parte occupata dal fabbricato ed in parte non edificata ma inglobata da tempo nel complesso. E’ quanto ha stabilito la delibera di giunta 112 del 29 novembre scorso del Comune di Amalfi che ha recepito la proposta transattiva formulata dal Consulente tecnico d’Ufficio del Tribunale di Salerno, l’ingegner Domenico Coviello, con l’approvazione da parte del revisore di Palazzo di Città Ciro Accardo.
Un atto dovuto, quest’ultimo, visto l’aggiornamento del Piano delle Alienazioni 2023-25, approvato nello scorso consiglio comunale, che contiene l’indicazione delle particelle in oggetto con dicitura idonea a qualificarne il passaggio da bene demaniale a bene del patrimonio disponibile finalizzato all’alienazione-regolarizzazione.
Era il 1964 quando, infatti, la società acquistava la proprietà del terreno per la quale, nel 1968 ricevette il nulla osta all’edificazione. Tuttavia, dal censimento del patrimonio immobiliare del Comune di Amalfi, è risultato che l’ allora Albergo Saraceno sarebbe stato costruito per centotrè metriquadri su una via pubblica secondaria, che si qualifica come un relitto stradale.
La vicenda si “riaccese” cinquant’anni dopo, quando, il 17 Aprile del 2018, il legale rappresentante della società gestrice, chiese di sdemanializzare il reliquato stradale, identificato nella toponomastica cittadina come Prolungamento della Strada Comunale Marina della Vite, e di procedere alla sua declassificazione vista l’assenza di utilità pubblica.
La proposta fu reiterata anche alla società di gestione che ha acquisito la struttura alberghiera: nella scorsa primavera, dopo una lunga trafila, la nomina dei consulenti di parte.
I tecnici, sia di parte che d’ufficio, si sono posti come obiettivo di giungere ad una definizione transattiva. Ed è proprio la soluzione cui si è giunti, ora deliberata anche da Palazzo di Città, che consentirà, da un lato, all’albergo di entrare nella piena proprietà rimuovendo l’irregolarità – comunque ad oggi non impattante – dall’altro al Comune di recuperare ingenti risorse finanziarie oltre che un indennizzo per l’occupazione sine titulo decennale, ovvero fino al termine di prescrizione previsto dalla normativa civilistica. Evitando, così, un interminabile contenzioso.
