Sant’Egidio: bimba di 8 mesi morta all’ospedale di Nocera, il papà in stato di fermo

Svolta nelle indagini della procura di Nocera a distanza di quasi 48 ore dalla morte della bimba di otto mesi arrivata piena di lividi e ustioni all’ospedale Umberto I nella notte tra venerdì e sabato.

La Procura di Nocera Inferiore, che coordina le indagini condotte dal commissario di Polizia di Stato, ha disposto questa sera il fermo del papà della piccola al termine di una seconda giornata di indagini e interrogatori.

Lo riferisce il quotidiano Il Mattino secondo cui questa in serata sarebbe stato firmato il decreto di fermo con l’accusa di omicidio per il pericolo di fuga.

Anticipazioni Il Segreto di martedì 16 luglio: la confessione di Alvaro

Cosa succederà oggi 16 luglio su Canale 5 in una nuova puntata de Il Segreto, la soap spagnola che ha catturato tantissimi spettatori anche in...

A dare una svolta a questa triste e assurda vicenda, secondo il principale quotidiano del Mezzogiorno, sarebbero state alcune dichiarazioni contrastanti rilasciate dall’uomo e da sua moglie durante gli interrogatori di ieri notte.

Il referto dei medici dell’Umberto I parla di un «edema al volto con chiazze ecchimotiche estese al collo ed escoriazioni in fase crostosa» oltre all’esistenza di «lesioni simili ad ustioni estese al palmo della mano bilateralmente profonde e meno profonde anche al dorso dei piedi e alla pianta» e di «lesioni aftose-ulcerative al cavo orale, congiuntive endematose bilaterali, ecchimosi più recenti al braccio destro e al dorso».

Sulla triste vicenda, dai contorni ancora a tinte fosche, che ha sconvolto l’Italia intera era intervenuto anche il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino, paesino alle porte della Costiera Amalfitana dove si sarebbe consumato il dramma.

«La famiglia protagonista di questa triste vicenda non è originaria di Sant’Egidio ma vive nella mia città da circa un anno e mezzo – aveva spiegato ieri Nunzio Carpentieri attraverso il proprio profilo facebook – Io stesso ho unito in matrimonio civile questa giovane coppia. Si tratta di una famiglia in oggettive condizioni di fragilità. Una situazione della quale immediatamente i nostri servizi sociali si erano fatti carico, attivando da un lato le procedure per consentire l’accesso a dei piccoli contributi per sostenere economicamente il nucleo familiare, dall’altro segnalando all’autorità competente questa particolare situazione».