Sant’Antonio Abate in Costiera: ad Amalfi e Atrani la Benedizione degli animali / Foto e Video

Cani, gatti, ma anche pesci rossi, tartarughine ed un asinello, tutti insieme per ricevere la Benedizione nel giorno di Sant’Antonio Abate.

Anche in Costiera Amalfitana, infatti, ieri i nostri amici a quattro zampe hanno ricevuto la Benedizione nel giorno del Santo beato del fuoco e protettore del bestiame. Una vera e propria gioia per tutti i proprietari degli animali che si sono riversati in piazza Municipio ad Amalfi ed in Piazza Umberto I ad Atrani.

Foto Alberto Alfieri

Ad Amalfi, nel pomeriggio di ieri, sono stati in tantissimi ad essersi riuniti in piazza Municipio per il momento di preghiera e di benedizione degli animali con don Antonio Porpora. Non solo cani e gatti ma anche pesci rossi e tartarughine.

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Stesso momento di raccoglimento ad Atrani dove don Carmine, che qualche mese fa ha perso il suo amico a quattro zampe, ha benedetto tanti cani ed anche un asinello recitando la preghiera:

“Nel disegno di Dio Creatore, anche gli animali che popolano il cielo, la terra e il mare, partecipano alla vicenda umana. La provvidenza che abbraccia tutti gli esseri viventi, si avvale di questi preziosi e fedeli amici dell’uomo e della loro immagine per significare i doni della salvezza. Salvati dalle acque del diluvio per mezzo dell’arca, anche gli animali partecipano in qualche modo al patto di alleanza con Noè; l’agnello richiama l’immolazione pasquale e la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto;  un grande pesce salva Giona dal naufragio; i corvi nutrono il profeta Elia; un cane è compagno di Tobia, gli animali con tutto il creato rientrano nel piano della salvezza universale del Signore Gesù.
Invochiamo, dunque la, benedizione di Dio per intercessione di S. Antonio Abate sopra questi animali domestici posti dal Creatore come nostra compagnia e al nostro servizio”.

Foto di Alberto Alfieri

In Italia Sant’Antonio, sin dall’epoca medievale, è stato invocato come patrono dei macellai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici; questo, forse, perché dal maiale gli antoniani (i seguaci di Antonio) ricavavano il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe. Inoltre, secondo la leggenda, la notte del 17 gennaio gli animali avranno facoltà di parola.

Secondo la tradizione, poi, il Santo era anche un taumaturgo capace di guarire le malattie più tremende. E poi, c’è la credenza popolare che vuole che il Santo aiuti a trovare le cose perdute tanto è vero che in Italia diciamo  “Sant’Antonio di velluto, fammi ritrovare quello che ho perduto”.