San Clemente: vita, preghiera e martirologio del Santo del 23 novembre

Oggi 23 Novembre la Chiesa Cattolica celebra San Clemente I Romano che fu il quarto Papa della storia.

San Clemente: vita, preghiera e martirologio del Santo del 23 novembre

Non si conosce la data della nascita di San Clemente. Delle sue opere si conoscono uno scritto autentico, la Lettera alla Chiesa di Corinto, e molti altri di dubbia attribuzione, come le Lettere di Clemente. È considerato il primo papa della storia ad aver rinunciato al suo incarico, ma le fonti storiografiche sono dubbie e imprecise.

Fu il 4º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dall’88 al 97. A metà del XIX secolo si identificava il Papa col console del 95, Tito Flavio Clemente che fu martirizzato da suo cugino, l’imperatore Domiziano, alla fine del consolato. Ma i testi antichi, tuttavia, affermano che il papa visse fino al regno di Traiano. È improbabile anche che fosse un membro della famiglia imperiale. Probabilmente era un liberto o figlio di un liberto della famiglia imperiale, che ne includeva migliaia o decine di migliaia.

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Si sa con certezza che nella famiglia di Nerone erano presenti molti cristiani. È estremamente probabile che i latori della lettera di Clemente, Claudio Efebo e Valerio Vito, fossero fra questi; per quanto riguarda i nomi, essi ricorrono con una certa frequenza fra i liberti dell’Imperatore Claudio di sua moglie Valeria Messalina.

Flavia Domitilla, moglie del martire, era una nipote sia di Vespasiano che di Tito e Domiziano. Il console e sua moglie ebbero due figli, Vespasiano e Domiziano, che ebbero come tutore Marco Fabio Quintiliano. Della loro vita non si sa nulla. Il fratello maggiore del martire Clemente era Tito Flavio Sabino, console nell’82 e messo a morte da Domiziano, del quale aveva sposato la nipote. Negli atti dei santi Nereo e Achilleo, papa Clemente è rappresentato come suo figlio, ma in questo caso sarebbe stato troppo giovane per poter aver conosciuto gli apostoli.

Sulla data della morte, diverse fonti sembrano propendere per l’anno 99 o 100, mentre è generalmente accettato che il successore Evaristo abbia preso il suo posto come vescovo di Roma nel 97, all’epoca dell’esilio ordinato da Traiano. In tal caso si tratterebbe della prima rinuncia all’ufficio di romano pontefice di un papa, sebbene dovuta a cause di forza maggiore.

Della vita e morte di Clemente non si conosce nulla. Gli Atti, apocrifi in lingua greca, del suo martirio furono stampati nel Patres Apostolici del 1724, basato sugli studi di Jean-Baptiste Cotelier. Questi, ricchi di narrazioni ampiamente leggendarie, riferiscono di come convertì Teodora, moglie di Sisinnio, un cortigiano di Nerva e Sisinnio stesso e altre 423 persone di un certo rango. Traiano bandì il papa in Crimea dove, secondo la leggenda miracolistica, avrebbe dissetato 2000 persone. Molte persone di quel paese si convertirono ed edificarono 75 chiese.

Traiano, per tutta risposta, ordinò che Clemente fosse gettato in mare con un’ancora di ferro al collo. Dopo questi avvenimenti, ogni anno, il mare recedeva di due miglia, fino a rivelare un sacrario costruito “miracolosamente” che conteneva le ossa del martire e permetteva ai fedeli di recarvisi. Questa leggenda non è antecedente al IV secolo ed era sicuramente conosciuta da Gregorio di Tours nel VI.

PREGHIERA

O Dio, che ci allieti ogni anno con la solennità del tuo beato martire e Pontefice Clemente, concedici propizio, che mentre ne celebriamo la festa, ne imitiamo la fortezza.

MARTIROLOGIO ROMANO

San Clemente I, papa e martire, che resse la Chiesa di Roma per terzo dopo san Pietro Apostolo e scrisse ai Corinzi una celebre Lettera per rinsaldare la pace e la concordia tra loro. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo a Roma.