San Secondo di Asti: vita, martirologio e storia del Santo del 30 marzo

Oggi, 30 marzo, la chiesa cattolica celebra San Secondo di Asti.

San Secondo di Asti: vita, martirologio e storia del Santo del 30 marzo

Secondo venne a contatto con il cristianesimo grazie a San Calogero di Brescia, cui era solito far visita in prigione. Udendo che era giunto ad Asti il prefetto Sapricio, inviato dall’imperatore Adriano al posto di Antiochio, Secondo si recò da lui per chiedergli per quale motivo Calogero fosse stato imprigionato. Sapricio disse che Calogero insegnava al popolo il disprezzo per i beni materiali, soggiungendo che a Tortona vi era un cristiano di nome Marciano e di aver intenzione di interrogarlo. Secondo si offrì di accompagnare il prefetto ma Calogerò gli predisse che in quella sede egli sarebbe stato battezzato e al suo ritorno ad Asti avrebbe subito il martirio.

A Milano, Secondo incontrò i Santi Faustino e Giovita. Da questi fu battezzato e comunicato, dopodiché gli venne affidata una particola consacrata da portare a Marciano e Calogero, come segno dell’avvenuto battesimo. Fatto ritorno a Tortona, Secondo andò a trovare Marciano in prigione e gli portò la comunione. Il giorno seguente quest’ultimo fu chiamato dinnanzi a Sapricio, che gli ordinò di offrire sacrifici agli dei. Il cristiano rifiutò e fu fatto decapitare fuori della città. Sapricio poi convocò Secondo, avendo saputo che questi aveva dato sepoltura al corpo del martire. Avendo rifiutato per ben tre volte la convocazione, Secondo fu arrestato e obbligato a comparire davanti all’autorità. Lì non esitò a confermare di essere cristiano, venne torturato e rispedito in cella.

Stando ad alcune narrazioni, il giorno seguente Secondo risultò scomparso dalla cella. Sapricio, sempre più infuriato, diede allora ordine di tornare ad Asti per vendicarsi su Calogero: qui, come per miracolo, ritrovarono anche Secondo, in cella con l’amico. Entrambi rifiutarono per l’ennesima volta di sacrificare agli idoli pagani: Calogero fu nuovamente imprigionato trovando poi il martirio ad Albenga, sulla riviera ligure di ponente; Secondo fu condotto fuori della città e decapitato.