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Serafino Famà, nato in provincia di Catania, ha ricoperto il ruolo di avvocato, che è stato vittima della mafia. Era in particolare un avvocato penalista, che è stato ucciso a Catania quando aveva 57 anni. Una vicenda complessa, nell’ambito della quale sono stati implicati anche altri uomini, come Salvatore Catti e Salvatore Torrisi, imputati per essere stati gli assassini di Famà.
Ma per comprendere meglio il loro ruolo nell’ambito di questo omicidio, per capire come sono andate le indagini in occasione dell’uccisione di Famà, raccontiamo come avvenne l’assassinio.
Era l’8 novembre del 1995 e Serafino Famà, insieme al collega Michele Ragonese, stanno uscendo dallo studio. Erano circa le 21 e Famà rimane vittima di sei colpi di pistola. Nonostante ci fu una lunga corsa in ambulanza per il pronto soccorso, l’avvocato non riuscì a cavarsela.
Inizialmente, per circa un anno e mezzo, le investigazioni non ebbero piste concrete da portare avanti, fino a quando, nel 1997, Alfio Giuffrida, che era il maggior esponente del clan mafioso Laudani, vuole collaborare con la giustizia. Secondo ciò che ha riferito il pentito, Giuseppe Di Giacomo, che era reggente del clan Laudani, sarebbe stato il mandante, che avrebbe ordinato l’omicidio di Famà. Gli esecutori materiali sarebbero stati Salvatore Catti e Salvatore Torrisi.
Nel 1998 il Tribunale di Catania stabilisce il rinvio a giudizio per quelli che vengono indicati come gli esecutori dell’assassinio.
Nella sentenza del 1999 i giudici scrivono che il movente dell’omicidio dell’avvocato Famà era da rintracciare nell’esercizio della sua attività professionale. Catti e Torrisi, insieme ad altri uomini, furono condannati all’ergastolo.
Nel 1995, proprio in memoria dell’avvocato ucciso dalla mafia, Serafino Famà, a Catania è stata posta una targa in Piazzale Sanzio, che è stato il luogo dell’omicidio. Questa targa in realtà è stata rimossa da ignoti nel 2009, per poi essere ricollocata al suo posto nel 2011.
A Serafino Famà è intitolata la Camera Penale di Catania, che ha istituto il premio biennale dedicato sempre a Famà per il miglior atto giudiziario. Il 18 luglio del 2011, in provincia di Latina, precisamente a Borgo Sabotino, è stato inaugurato il villaggio della legalità, sempre in memoria di Famà. Ma un atto vandalico ha distrutto gli interni e vari elementi della struttura.
Nel 2013 viene a verificarsi un nuovo atto intimidatorio, con un incendio appiccato da ignoti. Nel 2012, a Catania viene intitolato a Serafino Famà un piazzale, che si trova situato tra Viale Raffaello Sanzio e Via Oliveto Scammacca, vicino al luogo dell’assassinio.
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