Salone del Gusto: in vetrina 13 eccellenze e 54 aziende della Campania

La Campania sbarca a Torino e per il Salone del Gusto Terra Madre, il grande evento firmato da Slow Food, mette in vetrina il meglio della produzione tipica locale. Dalla Costa d’Amalfi al Cilento, dall’ago acerrano-nolano al casertano, passando per Benevento, Avellino, il Vallo di Diano, l’area vesuviana e quella stabiese sono ben 54 le aziende che per cinque giorni, da oggi e fino a lunedì 26 settembre, prenderanno per la gola i tanti visitatori che affolleranno la grande fiera del cibo rigorosamente slow. La compagine di Slow Food Campania, composta da una folta delegazione sarà presente con un proprio spazio di circa 100 metri quadri nel Parco del Valentino dove oltre alle vetrine si svolgeranno incontri, degustazioni, laboratori.

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Alle 54 piccole e medie imprese che operano nei settori dell’enogastronomia  e dell’agroalimentare in Campania, si aggiungono i 13  Presìdi Slow Food, 2 Consorzi, con 33 eventi nello spazio condiviso da Regione Campania, Parco Nazionale del Vesuvio, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. In scena poi saranno portati degli autentici Teatri del gusto con chef ed esperti di settore. A rappresentare la Costiera Amalfitana, domani venerdì 23, ore 16, sarà Michele Deleo con l’appuntamento dal tema “sostenibile creatività”. Il talentuoso chef campano Michele Deleo è oggi executive chef del pluripremiato ristorante Rossellinis e di Palazzo Avino di Ravello: creatività e competenza partenopea, in chiave sostenibile, sono applicate alla pasta di Gragnano Di Martino nei diversi formati. In abbinamento una selezione di vini veneti.

Commissariato il comune di Angri: il prefetto nomina un commissario ad acta

Commissariato il comune di Angri. Con decreto in data odierna il Prefetto di Salerno ha nominato il Commissario ad acta per provvedere all’approvazione del rendiconto di gestione relativo...

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Alle consolidate eccellenze campane dell’agroalimentare a Torino faranno poi la loro comparsa anche una serie di novità come l’albicocca vesuviana, il pane di San Sebastiano al Vesuvio o il maracuoccio di Lentiscosa che è tra i legumi “principi” del Cilento E proprio quest’ultimo, che sarà presentato proprio all’ombra della Mole Antonelliana, figura tra lew entry dei presidi Slow Food insieme con la Cipolla di Alife, il Lupino gigante di Vairano, l’Oliva caiazzana da mensa. La rappresentanza campana dei presidi si completa con gli Antichi pomodori di Napoli – provincia di Napoli (principalmente l’agro acerrano-nolano e l’agro mariglianese) e, in minima parte, la provincia di Avellino e di Salerno; Broccolo aprilatico di Paternopoli – comune di Paternopoli (provincia di Avellino); Cacioricotta del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Carciofo bianco di Pertosa – comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno); Carciofo violetto di Castellammare – comuni di Castellamare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità (provincia di Napoli); Colatura tradizionale di alici di Cetara – comune di Cetara (provincia di Salerno); Conciato romano – comune di Castel di Sasso e zone limitrofe (provincia di Caserta); Fagiolo dente di morto di Acerra – comuni di Acerra, Brusciano, Mariglianella, Marigliano, Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli). Oltre all’intero territorio dei comuni di Maddaloni e San Felice a Cancello (provincia di Caserta); Fagiolo di Controne – comune di Controne (provincia di Salerno); Oliva salella ammaccata del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Papaccella napoletana – agro acerrano-nolano (province di Napoli e Caserta); Salsiccia e soppressata del Vallo di Diano – comuni di Atena Lucana, Buonoabitacolo, Caggiano, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano, provincia di Salerno; Soppressata di Gioi – Gioi, Cardile, Salento, Stio, Gorga, Orria e Piano Vetrale (provincia di Salerno).

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I laboratori invece vedranno protagonisti, giorno dopo giorno, i sapori della pizza, dell’olio, della cipolla, del cibo di strada in Costiera amalfitana, passando per i salumi irpini e il grano beneventano. «Gli eventi proposti dalle condotte Slow Food della Campania – dichiara Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania e Basilicata – saranno il cuore pulsante ed il cardine della narrazione del cibo campano a Terra Madre. Una narrazione che mette al centro le produzioni dell’agricoltura familiare e di piccola scala ottenute nel rispetto dell’ambiente e i progetti realizzati allo scopo di favorire un modello economico che, se da un lato incide poco in termini di Pil, di certo mira alla costruzione di comunità locali più autonome ed alla felicità delle persone. Da giovedì 22 a lunedì 27 nello spazio curato da Slow Food Campania presso il parco del Valentino si potranno conoscere ed assaggiare prodotti della biodiversità salvati ed ascoltare le storie delle persone che hanno contribuito a salvare una ricchezza ed un patrimonio che è di tutti. Vi aspettiamo!»

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Con i vent’anni di Salone del Gusto e le undici edizioni finora realizzate Slow Food attraverso la nuova formula si pone come obiettivo la ragguardevole cifra di 500.000 visitatori. Tra i numeri i 5.000 delegati di 160 Paesi del mondo, più di 900 eventi tra forum e degustazioni, gran parte gratuiti, 11 conferenze internazionali. Il tema è voler bene alla terra, due concetti importanti: i sentimenti e dell’umanità; l’altro aspetto importante è prendersi cura della Terra e dei suoi abitanti, ambienti e animali. Perché il cibo è un elemento fondamentale per agire bene.