Salerno Vecchia: l’Antico Vicolo della Neve e le sua Storia

Foto by Salerno Ieri e Oggi Gruppo Facebook

Nel rione Antica Corte si trova uno dei vicoli più antichi e caratteristici di Salerno dove sono stati rinvenuti i resti di una sontuosa domus romana, si tratta del Vicolo della Neve.

Salerno Vecchia e il Vicolo della Neve: la storia

Questa vicolo assume questo nome in quanto nei suoi sotterranei era conservata la neve prelevata da Calvanico.

Secondo alcuni, questa neve veniva conservata per i sorbetti da servire nella vicina reggia, mentre secondo altri per scopi sanitari da parte della Scuola medica salernitana.

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Questa stradina  del Centro storico di Salerno è ricordata da sempre come punto d’incontro di vecchi letterati  che qui si fermavano  per chiacchierare.

Un tempo erano diffusi i “nevrieri” e l’industria della neve pressata era molto attiva.

Durante l’inverno, uomini e donne si portavano in località tuttora chiamata “Nevere” di Bracigliano.

Li veniva raccolta una grande quantità di neve e la pressavano in apposite fosse, che poi ricoprivano con foglie e terra.

Salerno antica e l’industria “neviera”

Durante la stagione estiva, le nevi così conservate, segate in blocchi da Kg. 50, venivano vendute ai bar per la confezione dei gelati.

Le nevi venivano vendute anche alle macellerie e pescherie per la conservazione delle carni e dei pesci, agli ospedali e ai privati.

La maggior parte del prodotto, di notte, con i cosiddetti “traini”, veniva poi convogliata nel grande deposito per nevi che nel 1860 il commerciante Alfonso Amato da Bracigliano allestì a Salerno in Via dei Mercanti.

Da qui poi la neve veniva smerciata un po’ dappertutto.

Per questa circostanza il sito fu chiamato Vicolo della Neve a Salerno, denominazione che tuttora conserva.

Il ‘ 700 e’ stato un secolo molto freddo, la neve di Giovi si metteva in bussolotti di rame e si conservava in “ghiacciaie” nel vicolo del centro storico.

Una di queste antiche ” ghiacciaie ” è ancora conservata all’interno del ristorante che si trova in questa via, da dove prende il nome.

Alfonso Amato mori’ nel 1902 e la sua attività passò in mano al figlio.

Ciò fino al 1912, quando questi decise di dare vita a Nocera Inferiore ad una fabbrica di ghiaccio a motore, la prima in Campania.

Nel frattempo egli lasciò la gestione del deposito di Salerno a suo figlio Alfonso.

La fine del deposito di Salerno si ebbe intorno al 1930 quando Alfonso decise di trasferirsi a Nocera Inferiore per gestire la fabbrica di ghiaccio del padre.

Con la nascita della macchina per la formazione del ghiaccio, l’industria della neve pressata a Bracigliano andò via via scemando, fino a scomparire del tutto verso il 1945.

La neve che si raccoglieva, fino dal Medioevo, veniva ammassata e utilizzata per confezionare sorbetti destinati ai ricchi e potenti del posto.

(Fonte: Gruppo Facebook “Salerno Ieri e Oggi”)

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