Salerno Vecchia e le Sue Costruzioni: Palazzo Ruggi d’Aragona

La Fontana di Nettuno all'interno del Palazzo Ruggi D'Aragona a Salerno - Foto by Marianna Montuori Facebook

Il Palazzo Ruggi d’Aragona si trova sulla storica Via Tasso a Salerno, a poca distanza dal Complesso archeologico di San Pietro a Corte nella parte “longobarda” dell’antica Salerno.

I documenti relativi a questa proprietà della famiglia Ruggi sull’area poi occupata dal palazzo che oggi vediamo, risalgono al 1485.

All’epoca, la proprietà confinava con la casa che era stata di Tommaso Guardati (Masuccio Salernitano), occupata dal figlio abate Loisio.

Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno: storia e descrizione della nascita

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Del 1579 è una prima descrizione del nucleo originario del palazzo.

Si trattava di una casa grande del signor Marco Antonio Ruggi, al Monte, consistente in due sale grandi e altra sala verso ponente, più camere, gradinata coperta, cortile, cellaro e stalla, con due giardini con acqua fluente.

Tale immobile nel tempo andrà espandendosi non solo fagocitando piccole proprietà limitrofe e i giardini, ma anche allungandosi, con l’arco che vediamo, al lato meridionale della strada, ove la famiglia possedeva altre case documentate al 1591.

Il palazzo fu costruito nel Cinquecento e vanta un’entrata con scalone marmoreo a cascata di grande raffinatezza.

La sua superficie è notevole, essendo la maggiore del Centro storico di Salerno

L’11 giugno 1636 e il 9 maggio 1644 si registrano due episodi nella corsa espansionistica dei Ruggi nell’area.

Nel primo caso, Donato Orazio de Felice, marito di Caterina d’Ancora, vende a Vincenzo Ruggi una casa a Santa Maria de Lama, consistente in più membri inferiori e superiori.

Nel secondo caso, lo stesso Vincenzo ottiene dal parroco di Santa Maria de Alimundo di poter edificare attaccando alla parete della chiesa contigua alle sue case.

Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno: la struttura

Il palazzo è fatto di due sezioni: quella meridionale che costeggia i “Gradoni della Madonna della Lama” e quello settentrionale (dovuto ad un’espansione successiva) che si estende quasi fino a via Trotula De Ruggiero.

I due blocchi o sezioni sono divisi dall’antica via Tasso e sono collegati tramite un’alta galleria su cui sorgono diverse stanze.

Un ampio portale dalle lesene con capitelli ionici ed un balconcino di avvistamento ai lati dell’architrave si hanno sulla via Tasso.

Da questo portale si accede ad un ampio cortile rettangolare.

La facciata di fronte all’ingresso è divisa in due zone: la sinistra appartiene ad un fabbricato un tempo adibito ai cavalli e carrozze.

Nella parta a destra vi è la facciata d’ingresso a due piani con la scenografica Scala d’ingresso a doppia rampa.

Lo stile è vanvitelliano “a cascata”, e la scala dà accesso al piano nobile superiore.

Inoltre nel cortile si trova la monumentale “Fontana del Nettuno”.

La fontana è costituita da una vasca semicircolare, abbellita sul davanti da uno stemma a cartoccio con un leone rampante.

Sulla vasca della fontana si apre una nicchia ampia con pareti di pietra grezza a simulare una grotta.

Nella cavità centrale è inserito un gruppo raffigurante divinità e mostri marini, mentre al centro è posto il dio Nettuno.

Fonte: Salerno Storia