Salerno, 4 Febbraio 2003: la nave Yasmina si arenava di fronte al lungomare

Oggi ricorre un anniversario spiacevole per la città di Salerno.

Il 4 Febbraio del 2003 una violenta mareggiata spinse quasi a riva la nave mercantile Yasmina.

16 anni dopo ritorna la nostalgia per quella nave che rimase per giorni incagliata nella sabbia di fronte al Lungomare Marconi modificando lo scenario salernitano e catturando l’attenzione di migliaia di persone che immortalarono l’evento con foto e video molte delle quali furono oggetto di un libro e di una mostra dieci anni più tardi ad opera del fotografo-giornalista salernitano Massimo Pica.

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Quel giorno di 16 anni fa, il cargo – che proveniva dalla Cina, batteva bandiera caraibica e portava il nome di un fiore orientale (il gelsomino) – si incagliò nelle acque di Salerno, all’altezza del lungomare di Torrione.

Le condizioni meteo erano pessime: vento, pioggia e mare forza nove, visibilità ridotta e difficoltà a tenere la rotta per tutte le imbarcazioni.

Il comandante si era posizionato nella rada di Salerno, in attesa di ricevere il via libera per entrare nel porto, quando i marosi hanno trascinato la nave fino a riva, incagliandola nei fondali bassi e sabbiosi del nostro litorale.

Il suo carico consisteva in ben 34 tonnellate di nafta, 17 mila litri di olio combustibile e ben 160 tonnellate di nafta solida, per questo il suo arenamento non a torto fece scattare la campanella d’allarme, dato che poteva dar luogo a un disastro ambientale di proporzioni elevate.

Dall’altro di via dei Renzi, nel rione Canalone, l’immagine guardando verso il golfo in direzione sud era impressionante: sembrava che la nave lambisse le case, con la chiglia proiettata fin quasi alla palizzata.

Agli inizi sembrava una semplice disavventura di mare, come ce ne sono tante, ma quello della “Yasmina Kingstown” divenne un vero e proprio caso, con un rapporto di amore-odio con la città di Salerno durato sette lunghi mesi.

I primi ripetuti tentativi di disincagliare lo scafo fallirono miseramente , la Yasmina fu rimossa dalle sabbie sottomarine solo il 24 Luglio, per poi restare un altro mese e mezzo sotto sequestro nel vicino porto commerciale.

Lasciò Salerno definitivamente soltanto il 15 settembre del 2003.

In mezzo ci fu un fenomeno unico che polarizzò le più diverse attenzioni verso quel breve tratto di costa, invaso da un così singolare intruso: passeggiate, gente assiepata con fotocamere e telefonini, eco mediatica di rilievo nazionale assicurata da reportage e servizi tg, mostre d’arte, postcards realizzate per l’occasione e dibattiti e persino una lezione all’Università di Salerno, coordinata da Rino Mele.

Pare che l’epopea del mercantile abbia ispirato anche una canzone folk.