Salerno, Fontana di Largo Campo: Origini, Storia e Curiosità

Particolare della Fontana di Largo Campo a Salerno

La Fontana di Largo Campo è uno dei monumenti più belli e più importanti della città di Salerno.

La fontana si nota subito, da qualsiasi angolo si entri nell’omonima piazza di Largo Campo.

Viene attribuita al maestro Vanvitelli, ma negli anni è stata apportata qualche modifica alla struttura originaria, per arrivare a quella che è oggi.

Fontana di Largo Campo a Salerno: Origine e Storia

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L’esistenza di una fontana a Largo Campo non necessariamente si deve identificare con quella attuale.

La prima menzione di una sua esistenza, infatti, si trova in un documento della Chiesa di Sant’Andrea de Lavina del 1639.

Nel 1692 essa viene ricordata da Pietro del Pezzo nel percorso della prima processione della statua d’argento di San Matteo.

Stando a queste fonti essa dovrebbe essere datata almeno agli inizi del Seicento, tuttavia l’insieme degli elementi, che oggi la costituiscono, denunciano una maggiore articolazione costruttiva.

Già la struttura architettonica evidenzia una fattura cronologicamente diversa rispetto alle bocche d’acqua dei mascheroni e della vasca, ma anche dei delfini di metallo, che a loro volta sono ulteriormente successivi.

Partendo da queste considerazioni si può affermare che la vasca bombata e i due mascheroni di teste senili coronate da ghirlande vegetali, come divinità fluviali possono essere considerate parti originarie databili a cavallo fra XVI e XVII.

Per la sua posizione all’interno del medioevale Largo del Campo, di fronte al Palazzo Genovese, è anche detta Fontana del Campo.

Veniva prevalentemente utilizzata per il confluire delle acque sorgive dal monte, che discendono da via Tasso e conservano il nome medievale di Lama.

Fontana di Largo Campo a Salerno: Struttura e Descrizione

La composizione si presenta come una vasca semicircolare posta su due gradini.

La facciata, di forma trapezoidale, è scandita da quattro lesene sovrastate da un frontone e quattro vasi di marmo.

Cinque sono gli zampilli: uno proveniente da una conca marmorea posta in una nicchia al centro del frontone, due provenienti dai delfini posti sul bordo della vasca.

Infine, altri due dalle maschere di Bacco poste tra le due coppie di lesene.

A seguito del terremoto nel 1980, dal monumento sono stati asportati quattro vasi di marmo dalla parte superiore dell’opera, a rischio di cadute e quindi potenzialmente pericolosi.

Conservati presso il museo diocesano del Duomo di Salerno, sono tornati nella loro collocazione originale dopo essere stati restaurati.

Certamente successivi, di XIX secolo inoltrato o addirittura inizi XX, sono i due delfini in metallo che agevolano la presa d’acqua.

Nel 2008, diventa protagonista di alcune riprese dello sceneggiato Tv Assunta Spina.

Ma soprattutto questa fontana è nei ricordi vivi di tutti gli abitanti di Salerno, che la sera ci stringevamo attorno alle sue scalette per raccontarci la giornata.

Volete sapere quali sono le altre fontane importanti della città di Salerno?

Leggete questo post.

(Fonti: Arcan Saleno, Salerno.italiani.it)