Salerno, Chiesa di Sebastiano del Monte dei Morti: Storia e Curiosità

Foto by Annarosa Pisano Facebook

La chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti venne costruita nel 1530 a Salerno su progetto dell’architetto Antonio da Ogliara.

Salerno, Chiesa di San Sebastiano dei Morti: Origine e Storia

Nel 994, in una proprietà del monastero di San Lorenzo posta presso il torrente Rafastia, allora detto Faustino, si rileva la presenza di una chiesa di San Sebastiano.

Difficile stabilire quale rapporto vi fu fra il sito di essa, troppo vagamente descritto, e il sito di quella che compare sotto lo stesso titolo nel 1549, presso la porta Rotense, confinante con un giardino della famiglia Santomango.

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Certo è che sul sito di quest’ultima il nobile Orazio Longobardo, segretario della Regia Udienza di Principato Citra e Basilicata, familiare di sua maestà cattolica, edifica l’attuale.

La chiesa, nel 1618, è citata con il titolo di San Sebastiano delli Morti, risulta “noviter edificata et dotata ex [sua] pietate et industria […] cum altare Crucifixi inferioris cripte pro missis defuntorum celebrandis”.

Viene eretta canonicamente con bolla del 20 ottobre 1615, nella quale, con bolla del 18 luglio 1617 viene istituita la confraternita sub titulo sanitatis.

Descrizione della Chiesa: Esterni

La chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti a Salerno si presenta come un piccolo tempio a pianta ottagonale esaltata da un doppio ordine di modanature che precede il tamburo e la cupola ad ombrello ad otto spicchi sormontata dalla lanterna

La facciata presenta un portale costituito da una cornice affiancata da colonne scanalate con capitelli corinzi poggianti su basamenti e sormontate da un timpano curvilineo spezzato, sulla cui sommità poggiano sfere di pietra scura.

Ai lati delle colonne sono raffigurati due scheletri con falci, evidenti allusioni alla Morte, richiamata anche negli stucchi dell’interno con la raffigurazione di teschi.

Il portale è sormontato da un alto finestrone rettangolare che slancia l’intera costruzione.

Descrizione della Chiesa: Interni

L’interno è riccamente decorato con applicazioni in stucco.

Otto lesene con capitelli corinzi sottolineano gli angoli e sostengono la trabeazione perimetrale.

Nicchie scavate nella muratura ospitano l’altare maggiore e i quattro altari minori, tutti di fattura settecentesca.

Di notevole qualità è il pavimento in marmo e maioliche che riprende lo schema della cupola.

La stessa ha una divisione in otto spicchi raccordati in una rosa centrale posta in asse alla lanterna.

Ai lati dell’altare maggiore due portali incorniciati in pietra conducono ad un piccolo ambiente e alla sagrestia a pianta quadrata con volta a vela.

Fino agli anni ottanta del Novecento è stata adibita al culto e in uso alla congrega di San Bernardino.

In seguito, a causa dei danneggiamenti dovuti dal Terremoto dell’Irpinia del 1980, fu affidata all’Ente Comunale d’Assistenza.

È stata riaperta al pubblico solo nel 2011, dopo i restauri, ma in seguito è stata nuovamente chiusa.

Secondo la leggenda nel Seicento sotto la chiesa furono seppelliti i cadaveri dei salernitani colpiti dalla peste, da cui il nome della chiesa.

Ancora, finalmente a fine del 2018, è stata aperta di nuovo come location per delle attività di laboratorio artistiche e teatrali.

(Fonte: Arcan Salerno)