Salerno Cristiana: la splendida Chiesa del Crocifisso

La chiesa del Crocifisso a Salerno risale a prima del Duecento ed in origine si chiamava “chiesa Santa Maria della Pietà di Portanova“.

Essa era annessa al contiguo ed omonimo monastero, non molto lontano dal Duomo; fu poi associata al più potente monastero di San Benedetto.

Deve il suo nome al fatto che vi era custodita una venerata croce su tavola, dipinta nel Duecento, ora conservata nel Museo Diocesano.

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La chiesa del Crocifisso a Salerno prospetta su una piazzetta, ricavata dalla demolizione di caseggiati fatiscenti nel 1928, anno in cui fu anche realizzata la facciata in stile barocco.

In seguito all’alluvione del 1956 fu realizzata la facciata attuale.

Attualmente, la chiesa, spogliata dal rivestimento barocco che nascondeva le strutture originarie, mostra ancora significative testimonianze della primitiva edificazione.

All’interno, l’impianto è di tipo basilicale, con le tre absidi rivolte ad oriente e le tre navate scandite da archi a tutto sesto in muratura listata, poggianti su colonne e capitelli di spoglio; la navata centrale, più alta rispetto alle laterali, è sormontata da capriate lignee e percorsa, al di sopra delle arcate, da un lungo cornicione e da una serie di monofore che si aprono lungo le pareti; sulle navate laterali si impostano volte a crociera.

Risalente alla stessa fase edificatoria è, nella parte esterna, il massiccio muro che prospetta su via dei Mercanti, caratterizzato da monofore incorniciate da conci e da un partito di piccole mensole.

Recentemente, sulla suddetta muratura, a seguito della rimozione di vetrine, sono emersi due elementi particolarmente interessanti: un portale in pietra, forse un antico accesso laterale, ed una finestra ogivale in stucco.

L’apertura, che occupa parte di una delle campate della navata sinistra della chiesa, o meglio la bifora, anche se mancante della colonnina centrale, è divisa in due scomparti da un’architrave : nell’ordine superiore è presente un articolato motivo a traforo, arabeggiante, costituito dall’alternanza di croci e stelle ad otto punte; nell’inferiore, due colonnine impostano l’ogiva, che è delimitata da una fascia su cui sono distribuiti sette scudi; purtroppo solo su uno di essi è riconoscibile l’insegna, a bande orizzontali, bianche e rosse, della famiglia dei Carafa.

La cripta della chiesa del Crocifisso a Salerno, riferibile ad una chiesa anteriore all’anno Mille su cui sono state innalzate le fondamenta dell’attuale, fu scoperta solo nel 1950.

In essa sono conservati resti di affreschi: una grande Crocifissione, databile alla prima metà del Duecento, in cui si vede uno dei primi tentativi in pittura di “sfondamento” prospettico, grazie all’utilizzo dei personaggi minori (dipinti più piccoli).

Nell’occasione dell’anno giubilare del 2000, su iniziativa del parroco Don Giovanni Langellotti.

Sono state realizzate quattro vetrate artistiche dall’artista salernitana Paola Salzano, con la tecnica del mosaico legato a piombo con interventi pittorici cotti a gran fuoco, che raffigurano: il crocifisso di Pietro Barleario; Gesù buon pastore; i simboli tetramorfi dei quattro evangelisti con il vangelo al centro e l’apertura della porta giubilare di san Giovanni Paolo II.

Rimaneggiamenti sostanziali sono stati, ripetutamente, effettuati sulla facciata della chiesa.

Nel 1928, il Comune demolì le costruzioni che le si addossavano dando spazio all’attuale piazzetta e realizzando la facciata con l’aggiunta di un corpo porticato, che riproduceva lo schema trinavato dell’interno.

I danni provocati dall’alluvione del 1954 richiesero nuovi interventi con l’edificazione della moderna facciata e del campanile.