Salerno e i suoi Tesori: gli Splendidi Avori presso il Museo Diocesano

Foto by Vincenzo Napoli Facebook

L’ elegante ex Seminario Diocesano di Salerno (attualmente sede del Museo Diocesano) custodisce la più vasta e completa raccolta di tavolette d’avorio d’epoca medioevale esistente al mondo.

Gli Avori Salernitani sono un ciclo di 67 tavolette di avorio raffiguranti scene del Vecchio e Nuovo Testamento provenienti dalla Cattedrale di Salerno.

In origine erano di più, una settantina.

Ascolti tv 20 Febbraio: la Champions supera L’Isola dei Famosi

Ottimi risultati ha fatto segnare in fatto di ascolti tv per il programma in onda su Rai 1 “Champions League Atletico - Juventus” che ha ottenuto il 25,5%...

Per la loro quasi completezza e l’eccellente stato di conservazione, rappresentano il ciclo decorativo eburneo più importante al mondo.

Gli Avori di Salerno: un Patrimonio Inestimabile

Non sappiamo chi sia stato a commissionare l’imponente opera, né a cosa fosse esattamente destinata.

Pare che questi avori furono realizzati quasi esclusivamente per la Cattedrale salernitana.

Gli avori rimasero nel duomo fino alla seconda guerra mondiale.

Numerosi artisti hanno collaborato alla loro realizzazione.

La tecnica di lavorazione degli avori risente degli influssi romanici e bizantini.

Le stesse immagini raffigurate sono attinte da repertori paleocristiani e tardo-antichi.

Si tratta della tecnica dell’incisione direttamente sulle formelle eburnee, bagnate nell’aceto per renderle più duttili.

Gli episodi del Vecchio Testamento sono collocati in senso orizzontale mentre quelli del Nuovo Testamento in verticale.

In contemporanea, vengono rappresentati anche 2 o 3 episodi della vita di Cristo.

La precisa “scelta” degli episodi raffigurati fa comunque intendere che il ciclo non fosse stato concepito come una “Bibbia dei poveri”.

Anzi, probabilmente, dietro gli autori ci fosse una committenza specifica e sicuramente colta, forse ecclesiastica.

A conferma di ciò poi, tutte le figure, anche le più umili, non appaiono mai rozze o incolte.

Infatti sono sempre lavorate con estrema precisione e finezza.

Poche formelle sono andate perdute ed altre sono esposte altrove.

Per esempio alcune si trovano al Louvre di Parigi, al Metropolitan Museum di New york, nei musei Statali di Berlino.

Ancora altre sono esposte all’Ermitage di San Pietroburgo e al Museo di Belle Arti di Budapest.

Fonte: salernonews24.com