Territorio

Sad Costa d’Amalfi. Si dimette l’amministratore unico della Miramare service, i sindacati: “Risolvere le criticità”

Risolvere le criticità che hanno portato alle dimissioni dell’Amministratore Unico della Miramare Service Carmine La Mura, valorizzare la società nella gestione del ciclo dei rifiuti in Costa d’Amalfi, cui dovrà essere affidato il servizio “senza la necessità di gare”. Tutelare le maestranze e le esigenze dell’utenza, ben garantite da una società a controllo pubblico gestita in modo virtuoso.

Queste, in sintesi, le richieste espresse dai sindacalisti di FP CGIL, FIAL e ULSSA Erasmo Venosi, Domenico Merolla e Gennaro Scarano, che si sono rivolti, in una nota, alle istituzioni competenti sul tema.

Un appello, quello delle figure apicali dei tre sindacati, rivolto, ai primi cittadini dei Comuni del SAD “Costa D’Amalfi” di non disperdere il grande patrimonio della società; all’EdA Salerno, “di valutare ogni percorso di confronto istituzionale con tutti gli attori istituzionali coinvolti, per verificare la possibilità di superare le criticità che hanno portato alle dimissioni dell’Amministratore Unico della Miramare Service Srl“; alla Regione Campania, “di utilizzare il proprio potere di indirizzo per fornire ogni utile strumento affinché la posizione di pochi comuni non possa compromettere quella di molti che sono orientati alla salvaguardia delle società a controllo pubblico virtuose“.

I rappresentanti di Fp Cgil, Fial e Ulssa si sono rivolti anche alla Prefettura ed alla Procura Generale della Corte dei Conti, in un appello a vigilare “affinché ogni scelta che si andrà a compiere sia sempre orientata al contenimento dei costi ed al rispetto della legalità, che impattano sulla collettività; restano in attesa di valutare gli atti che verranno da tutti gli attori istituzionali in indirizzo prima di dare avvio ad ogni azione utile alla tutela dei livelli occupazionali e retributivi delle maestranze interessate nonché delle prerogative di ogni cittadino-utente“.

La Miramare, infatti, è una società che “attraverso percorsi virtuosi di risanamento economico e finanziario, strutturata per una gestione efficace, efficiente ed economica del ciclo integrato dei rifiuti e dei servizi complementari ed accessori connessi allo stesso“, e, oggi “presenta tutte le caratteristiche, e possiede tutti i requisiti di solidità economica e finanziaria, di pianta organica, di mezzi e attrezzature, per essere utilizzata, senza necessità di gare, nella gestione unica del ciclo integrato dei rifiuti nel SAD “Costa D’Amalfi”. 

Timori emergono, dunque, per le conseguenze legate a un mancato utilizzo della società pubblica: i rischi sono: la “trasformazione dello status giuridico dei lavoratori dell’igiene urbana da pubblico a privato“; i “mancati benefici per i cittadini-utenti del SAD derivanti da eventuali riduzioni della tariffa”, “il mancato controllo del canone del servizio da parte degli amministratori comunali“. In altri termini, ciò che scaturirebbe da una gestione del ciclo non più in forma pubblica, che per i sindacati va, senz’altro “privilegiata”.

Una scelta, questa, da perseguire vista l’organizzazione in subambiti di distretto (11 nell’ambito del Piano d’Ambito) e l’adesione di 9 su 13 comuni della Costa d’Amalfi alla società Miramare. La cui mancata adozione rischia di avere conseguenze negative per tutto il settore.

 

Andrea Bignardi

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