La storia che vede come protagonisti Rosaria Costa e Vito Schifani è sicuramente molto triste. Sono passati diversi anni dalla tragedia in cui l’uomo ha perso la vita. Che cosa fa, dunque, Rosaria Costa oggi e, soprattutto, che cosa sappiamo della sua vita privata? Ecco che cosa abbiamo scoperto in questo articolo.
Leggere il nome di Vito Schifani sui libri di storia non è poi così raro. Parliamo di un poliziotto nato a Palermo nel 1965, un uomo. che negli ultimi anni faceva parte della scorta del giudice Giovanni Falcone. La sua vita si è interrotta il giorno in cui si è verificata la Strage di Capaci. Era proprio lui a guidare la Fiat Croma che avrebbe accompagnato il magistrato a Palermo.
La vettura fu colpita in pieno e l’esplosione non lasciò scampo a nessuna delle persone presenti sulla stessa. A morire anche Vito Schifani, che all’epoca aveva solamente 27 anni. Vito ha inoltre lasciato la moglie, Rosaria Costa, di soli 22 anni, e un figlio che era nato solo da quattro mesi. E’ proprio sulle orme del padre e del suo ricordo che Emanuele Schifani indirizzerà la sua vita, diventando un ufficiale della Guardia di finanza.
Le parole di Rosaria fecero commuovere davvero tutti durante i funerali di Stato dedicati al ricordo delle vittime. La donna aveva infatti chiesto giustizia in quanto lei sarebbe stata disposta a perdonare anche se, purtroppo, queste persone non hanno intenzione di cambiare la loro vita, volgendo gli scopi della propria esistenza al bene. Vito Schifani riposa nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli a Palermo.
Rosaria Costa è a vedova di Vito Schifani, una donna che all’epoca della tragedia aveva da poco compiuto 22 anni. La donna è sempre stata attiva nella lotta contro la mafia ed è per questo che si è resa protagonista di diverse campagne volte al raggiungimento della giustizia per tutti coloro che sono caduti a causa di azioni criminali.
È proprio il suo volto quello che rappresenta tutti coloro che sono stati segnati dalla Strage di Capaci e che quel giorno hanno perso una persona cara che nessuno potrà mai restituire. La donna ha più volte descritto Palermo come una città contorta dove le persone non agiscono per il bene, dove nessuno ha la volontà di cambiare. A oggi la donna continua a lottare per il ricordo del marito e di tutte quelle persone che sono state strappate alla vita troppo in fretta. Rosaria Costa, infatti, insieme al figlio Emanuele, continua a chiedere giustizia, una giustizia che dopo più di trent’anni sembra non voler arrivare.
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