Un omaggio al genius loci di una villa avvolta tra infinito e mistero: “Notti Sublimi” della Rondinaia, residenza appartenuta allo scrittore americano Gore Vidal che la rese il suo buen retiro per oltre trent’anni ha unito, in una sera, alta cucina, mixology d’autore e vini d’eccellenza, in un vero e proprio viaggio sensoriale capace di intrecciare territori e suggestioni, con le radici ben salde nella Divina e, al contempo, la mente ed il palato proiettate verso un’atmosfera capace di lasciare spazio all’immaginazione, a celebrare la conclusione dell’estate, che tra rocce millenarie trova una delle sue massime espressioni globali del suo fascino, e a dare il benvenuto all’autunno, dove i ritmi dalla venatura elegante e malinconica di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio fanno breccia nell’interiorità di chiunque ne solchi le sue porte.

Un ingresso confortevole, familiare, quasi a smussare le affascinanti asperità del paesaggio, con il sole che calava all’orizzonte, l’ha offerto il cocktail di benvenuto, biglietto da visita della proposta di mixology affidata alla creatività del resident bartender Marcello Costanzo. A sua firma il “Muse”, un cocktail al contempo elegante e complesso.

La base di gin ha incontrato la freschezza del succo di limone e la dolcezza agrumata del liquore all’arancia rossa di Sicilia, il tutto nobilitato da uno spumante metodo classico brut. A completare il sorso, le essenze di rosa e bergamotto, a donare una piacevole nota di aromaticità e un’impronta raffinata.

Il viaggio gastronomico si è aperto con l’antipasto firmato dal resident chef Enrico Ruggiero del Nexst Restaurant di Ravello: ricciola, yuzu, fichi e bottarga si fondono in un piatto che mette in dialogo mare e terra, freschezza e sapidità, arricchito da note fruttate e agrumate. A fare da cantore della proposta il maitre di settore Bonaventura Ferrara, pluripremiato da guide di settore nazionali ed internazionali.

L’abbinamento scelto, lo Champagne Lallier “Ouvrage”, ne esalta l’eleganza e la verticalità. Il primo piatto, firmato da Giuseppe Stanzione del ristorante Glicine dell’Hotel Santa Caterina di Amalfi, racconta il passaggio delle stagioni. “Tra estate e autunno” è un riso di semola di grano duro che abbraccia i profumi della vigna, del bosco e del sottobosco, un gioco di contrasti che trova la sua espressione perfetta nel calice di Fiorduva 2023 della cantina Marisa Cuomo, icona enologica della Costiera Amalfitana. Il secondo è stato affidato a Fernando Squitieri di Victor Lab a Rimini, che ha proposto un baccalà con scarola alla “napoletana” e salsa pil pil. Il piatto ha saputo spaziare tra radici partenopee e tecniche contemporanee, restituendo un sapiente equilibrio tra tradizione e innovazione.

Nel bicchiere, il 4 Spine di Tenuta San Francesco, vino che porta con sé la forza delle vigne eroiche della Costa d’Amalfi. Il momento dolce porta la firma di Benedetta Somma del ristorante Il Papavero di Eboli.

Prima un pre-dessert a base di carote, cioccolato bianco, beurre blanc e liquore Strega, un intreccio di sapori inusuali ma armonici, dall’inconfondibile nota autunnale, che prepara il palato all’atto finale, un dessert che ha osato con accostamenti più audaci: cioccolato, alici, sesamo e rum, un incontro che stupisce per profondità e originalità, lasciando un ricordo indelebile.

L’after dinner è stato invece a cura di di Marcello Costanzo con il cocktail “Dream”. Il rum giamaicano invecchiato 12 anni si unisce all’Acqua Bianca Liqueur e a un Syrah vendemmia tardiva, dando vita a un sorso avvolgente e ricco. L’essenza di tabacco, vintage, Latakia e bacca di vaniglia accompagna la bevuta con un bouquet intenso e suggestivo, perfetto per chiudere all’insegna della bellezza che emana da ogni angolo di quest’antica residenza costierana, un’esperienza gastronomica di livello.

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