La seconda stagione de Il Patriarca vedrà Nemo Bandera affrontare situazioni complesse e finire decisamente male per il protagonista.
Fino a pochi mesi fa, si credeva che “Il Patriarca 2” non sarebbe stato realizzato. Nonostante il grande successo della prima stagione, le prime dichiarazioni degli sceneggiatori e produttori sembravano confermare queste voci. Ma la curiosità e la voglia del pubblico di saperne di più sulle avventure di Nemo Bandera sembrano avere avuto la meglio. Dopo la conclusione della prima stagione il 19 maggio, la possibilità di nuovi episodi sembra diventare sempre più concreta.
Claudio Amendola, che ha brillantemente interpretato e diretto nella prima stagione, ha rilasciato alcune dichiarazioni che danno speranza ai fan. In un’intervista per TV Sorrisi e Canzoni, Amendola ha lasciato intendere che, grazie all’affetto e all’apprezzamento del pubblico, la produzione potrebbe seriamente considerare l’idea di realizzare una seconda stagione.
Aggiungendo a questo il fatto che Mizio Curcio, uno degli sceneggiatori, ha rivelato che la seconda stagione è già stata scritta e che le riprese inizieranno presto, tutto sembra indicare una nuova avventura per Nemo Bandera.
Quello che forse non tutti sanno è che “Il Patriarca” non è una creazione originale italiana, ma è basato sulla serie spagnola “Vivir Sin Permiso“, prodotta da Mediaset in Spagna. Questa serie ha avuto non solo una, ma due stagioni, con un totale di 23 episodi. Il successo della serie originale potrebbe essere stato un elemento chiave nel dare il via libera alla produzione della seconda stagione italiana.
Mizio Curcio ha sottolineato come la realizzazione di una seconda stagione in Spagna potrebbe essere un buon segnale per la produzione italiana. Se il format ha funzionato così bene in Spagna da meritarsi una seconda stagione, perché non dovrebbe avere lo stesso successo anche in Italia?
La trama di “Il Patriarca” ha lasciato un ampio spazio per ulteriori sviluppi narrativi. Come ha sottolineato Curcio, le vicende raccontate nella serie rappresentano una “storia universale”. Questo significa che ci sono infinite possibilità per esplorare ulteriormente i personaggi, le loro sfide e le loro avventure. La natura universale della storia offre agli sceneggiatori l’opportunità di creare trame avvincenti e di mantenere il pubblico incollato allo schermo.
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