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Rina Cavallini, insieme a Giuseppe Sgarbi, è la protagonista della pellicola realizzata da Pupi Avati nel 2021, ovvero quella che presenta il titolo “Lei mi parla ancora”. L’opera in questione è tratta dal libro pubblicato nel 2016 e realizzato proprio da Giuseppe Sgarbi, che sia nell’opera letteraria, sia nel film, viene indicato con il nome di “Nino Sgarbi”.
In più sia la realizzazione cinematografica, sia quella letteraria, vertono sulla storia d’amore vissuta proprio dall’autore stesso, Giuseppe Sgarbi, e dalla moglie Rina Cavallini. I due convolarono a nozze nel 1950 e non solo vissero davvero una storia amorosa meravigliosa, in cui si vollero sempre tantissimo bene e si amarono sempre al massimo, ma ebbero anche due figli: Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Sgarbi.
Rina Cavallini era la mamma di Vittorio Sgarbi e la donna venne a mancare nel 2015. Su di lei non si sanno molti dettagli, ma si sa che il marito nel 2016 le dedicò un’opera letteraria da cui poi nel 2021 fu tratto un film, che porta lo stesso titolo del libro: “Lei mi parla ancora”. Già dal titolo stesso è possibile intuire come per Giuseppe la perdita della moglie sia stato un durissimo colpo.
In effetti i due si amarono sempre moltissimo, condividendo tante passioni come quella della cultura e in particolare della letteratura e anche dell’arte. La scelta delle parole del titolo fa capire quindi che, anche se Rina non era più fisicamente presente, in ogni caso Giuseppe cercava sempre un legame con lei, tanto che prima di morire nel 2018 lo stesso aveva spiegato, in alcune interviste, che tutte le mattine si recava al cimitero per parlare con lei proprio davanti alla sua tomba.
Nel film quindi si ripercorre proprio la storia autobiografica di Rina e di Giuseppe Sgarbi, genitori del conosciutissimo Vittorio Sgarbi. Quest’ultimo è un esperto di critica dell’arte e sembra che abbia ereditato tale passione proprio dalla mamma. In effetti anche nel film si evidenzia l’amore che la donna provava nel collezionare opere d’arte.
Sembra che la sua collezione ne contasse circa 4000 e non solo. In più infatti Giuseppe pare che abbia raccontato che a volte la donna cercava anche con delle telefonate di riuscire ad aggiudicarsi l’acquisto di un’opera artistica che le interessava. Insomma, l’amore per l’arte ereditato da Vittorio Sgarbi senza dubbio rispecchia quello che aveva la madre. Come si diceva, non si hanno molte altre info sulla donna, ma il film sarebbe un omaggio per lei da parte del marito.
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