Ricette di Carnevale antiche: ecco come fare il sanguinaccio napoletano

Una delle dolci ricette di Carnevale, anche molto antica, è sicuramente il sanguinaccio napoletano, una densa crema di cioccolato  dal retrogusto un pò amaro che di solito ha il compito di accompagnare “l’inzuppo” delle chiacchiere.

Sanguinaccio e chiacchiere si trasformano così in un binomio perfetto, il giusto mix del carnevale napoletano.

Il sanguinaccio dolce è una crema al cioccolato fondente, un dessert preparato, per tradizione, durante il periodo di Carnevale in alcune regioni italiane come la Basilicata, dove è considerato prodotto agroalimentare tradizionale, l’Abruzzo, la Calabria, la Sardegna, la Liguria, l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige, le Marche e la Campania.

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In Umbria, il sanguinaccio è conosciuto col nome di “meaccio” mentre, invece, il sanguinaccio napoletano è famoso per essere preparato con sangue di maiale (anche se, dal 1992, il sanguinaccio è vietato con sangue di maiale).

Il significato del suo nome, “sanguinaccio”, infatti, deriva proprio dall’utilizzo del sangue di maiale nella preparazione e, in alcune regioni come la nostra Campania, viene usato appunto per intingere le chiacchiere.

Tra le ricette di Carnevale, esso è un dolce tipico partenopeo dalle origini molto antiche: come indica anche il nome, originariamente veniva preparato con il sangue del maiale.

Raccolto durante la macellazione, il sangue doveva essere continuamente mescolato per evitarne la coagulazione; successivamente veniva filtrato prima di essere unito alla crema di cacao cotta in pentoloni di rame su fuochi a legna.

Alla crema si aggiungevano, poi, caffè, cacao, cannella, chiodi di garofano, uva passa e altre spezie oltre ad una buona quantità di zucchero per addolcire il tutto.

Ma perché veniva utilizzato proprio questo ingrediente? E perché viene inserito tra le ricette di Carnevale?

Il periodo carnevalesco inizia precisamente il 17 gennaio, giorno in cui si celebra Sant’Antonio Abate.

Il santo anacoreta, vissuto in Egitto tra il III e il IV secolo, è sempre stato invocato per la guarigione dell’herpes zoster, il cosiddetto “fuoco di San’Antonio”, che in origine si curava con il grasso di maiale; per questo motivo il santo è sempre stato raffigurato tra le fiamme e con un maiale accanto.

Ingredienti per il sanguinaccio napoletano

  • 1 l di latte
  • 500 g di zucchero
  • 150 g di cacao amaro
  • 50 g di farina
  • 2 bustine di vanillina
  • 1 pizzico di cannella macinata
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 50 g di burro
  • 100 g di cedro

Versate in una pentola lo zucchero, la farina e il cacao amaro, e mescolate con un mestolo di legno. Aggiungete il latte, la vanillina e la cannella. Mescolate per bene gli ingredienti.

Ponete il tutto sul fuoco a fiamma bassa, mescolando lentamente e in maniera continua. Quando il composto inizierà ad addensarsi versate il cioccolato fondente tagliato a pezzetti, facendolo sciogliere per bene.

Quando il composto sarà diventato cremoso aggiungete il burro, e continuate a girare per altri 10 minuti. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.

Quando il sanguinaccio sarà tiepido, aggiungete il cedro o i canditi.

Servite con biscotti secchi o meglio ancora chiacchiere.