É di Napoli l’unica ricercatrice italiana eletta nell’EMBO, l’orgazizzazione nata a Ravello nel 1963

Viene da Napoli ed é l’unica italiana eletta tra i membri dell’Eurpean Molecular Biology Orgazization, l’organizzazione che unisce scienziati d’eccellenza. Stiamo parlando della ricercatrice Ina Arnone, primo ricercatore del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione Organismi Marini della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Classe 1963, la Arnone si é perfezionata negli Stati Uniti ed è entrata a far parte di un gruppo di 1800 tra i migliori ricercatori in Europea e nel mondo: tra loro 108 italiani, di cui 33 donne.

“Sono molto onorata di questo riconoscimento – ha riferito la ricercatrice a la Repubblica – anche perché Napoli ad oggi annovera solo sette membri EMBO. Ma  nei primi anni ’60, in uno sforzo congiunto con pochi altri laboratori sparsi nel mondo (Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito), la città ha saputo dare un contributo significativo nel gettare le basi della Biologia Molecolare e della stessa EMBO, concepita, nel lontano 1963, proprio durante un meeting tenutosi a Ravello”.

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Oltre che essere un riconoscimento per Ina Arnone, il suo ingresso nell’EMBO è anche un riconoscimento per la Stazione Zoologica Anton Dohrn: “L’assegnazione è motivo di riscatto per l’ambito delle discipline dalle quali provengo e che continuano a interessare la mia attività di ricerca, biologia dello sviluppo ed Evoluzione e Ecologia: branche che costituiscono il fulcro centrale degli studi che si conducono alla Stazione Zoologica Anton Dohrn e che l’hanno resa famosa in tutto il mondo sin dal 1872, anno della sua fondazione” – ha contimuato la ricercatrice.

L’obiettivo dei membri EMBO è quello di rafforzare la comunità di ricerca attraverso collaborazioni e interazioni internazionali sostenendo i ricercatori di talento in ogni fase della loro carriera, stimolando lo scambio di informazioni scientifiche e aiutando a costruire un ambiente di ricerca europeo in cui gli scienziati possano svolgere la loro attività e professione nelle condizioni più produttive e favorevoli.

Anche a Napoli, dunque, la città dell’unica neoletta italiana, motivo d’orgoglio per il Sud Italia e per l’Anton Dohrn.