Regata Storica: sulla Laguna le sorprese non finiscono mai. Vince Venezia, ma è polemica

Foto Michele Abbagnara

Vince Venezia ma tra le polemiche. Finisce avvolta da rancori e recriminazioni la 64edizione della regata storica delle antiche repubbliche marinare che si è disputata ieri sulla Laguna di Venezia. Esattamente sui duemila metri che vanno da Sant’Elena a Campo della Salute. Lungo un campo di regata completamente ridisegnato rispetto al passato.

E proprio il tracciato è finito nell’occhio del ciclone. A puntare l’indice Amalfi, Pisa e Genova che a tarda serata hanno presentato ricorso ai giudici della federazione canottaggio sedile fisso i quali avevano validato il risultato finale.

Foto Michele Abbagnara

Amalfi, già penalizzata, per effetto della decisione di svolgere la gara nei giorni in cui i suoi atleti olimpionici erano impegnati a Lucerna con la nazionale di canottaggio, reclama anche una retrocessione spropositata alla partenza. E questo l’avrebbe ulteriormente penalizzata rispetto agli altri tre equipaggi partiti quasi allineati.

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E per giunta in una corsa esterna (la quarta) fortemente esposta alle correnti della Laguna. Partita con oltre 15 minuti di ritardo, la regata, che i veneziani volevano conquistare a tutti costi essendo a digiuno da quattro anni, ha immediatamente visto prendere il largo i padroni di casa incalzati dai genovesi. E a seguire Pisa e Amalfi.

Attardato oltremodo ai cinquecento metri, gli otto vogatori dai bicipiti esplosivi hanno dato vita a uno sforzo immane nel tentativo di recuperare il gap di partenza tentando l’impresa di lasciare la posizione di fanalino di coda ai pisani. Ma alla fine non è andata così e la delusione, mista all’amarezza, per come ciò che ha condizionato l’esito della gara, è stata davvero forte.

A Campo della Salute dove era stata allestita la tribuna autorità a ridosso della linea di arrivo si sono vissuti momenti di concitazione con le recriminazioni più accese di amalfitani e genovesi che hanno presentato immediatamente ricorso ai giudici. A loro si è unita anche Pisa che condiviso le i rilievi dei responsabili tecnici delle altre due città consorelle.

«Dispiace soprattutto per i ragazzi che meritavano di competere una gara priva di anomalie – dice a caldo il sindaco di Amalfi, Daniele Milano che venerdì aveva consegnato il vessillo della città ai bordi della Laguna in un momento carico di suggestione con vogatori e staff tecnico – Le risposte dei giudici della Ficsf ai rilievi mossi non sono, a nostro avviso, apparse convincenti. E questo fa male in considerazione dei sacrifici che gli atleti pongono nella preparazione della gara. Sappiamo che hanno dato il massimo anche se in condizioni anomale e tutta la città di Amalfi è orgogliosa di loro al di là del risultato. Guardiamo avanti, la sfida del prossimo anno è già lanciata».

Foto Michele Abbagnara

Un guanto di sfida che ora ha un valore di rivincita doppio per come è maturato questo quarto posto che ad Amalfi proprio non riesce a digerire. «E’ un risultato che non mette in luce il vero valore di questo equipaggio. Ho parlato con i ragazzi e il timoniere i quali mi dicono che sono stati danneggiati non poco a cominciare dalla partenza: le corsie erano molto strette ed erano da un lato a ridosso di una boa con cui non erano allineati anche per colpa del vento. Non solo: i remi si sfioravano con quelli dell’equipaggio accanto» dice il mister Antonio La Padula.

«La partenza sfalsata li ha costretti a remare tra le onde di chi li precedeva peraltro in acque torbide – prosegue l’allenatore azzurro ex nazionale di canottaggio – Questo ha significato non remare. I ragazzi non hanno potuto esprimere il loro vero valore che comunque non si discute perché lo hanno dimostrato quando hanno trovato hanno recuperato su Pisa. Bisogna rivedere bene i video della gara anche se le immagini non chiariscono granché. E stata una brutta sconfitta perché non emerge il valore reale dell’equipaggio che in queste condizioni non hanno potuto esprimere».

I rilievi presentati da Amalfi, Genova e Pisa pare abbiano riguardato il posizionamento del campo di regata e presunte invasioni di corsia. Contestate anche le operazioni di partenza e di sorteggio. Insomma una gara che Venezia ha vinto ma macchiata da più di qualche ombra.

Da Amalfi sportivi e appassionati, via social, ha manifestato tutto il proprio calore per gli otto vogatori (Luigi Lucibello, Nunzio Colandrea, Fabio Infimo, Andrea Maestrale, Leonardo Apuzzo, Salvatore Monfrecola, Alberto Bellogrado e Luigi Proto) guidati dal timoniere Vincenzo Di Palma. La sfida ora è lanciata. Appuntamento il prossimo anno Amalfi per ritornare a vincere.