Regata Storica: ora coinvolgere la FIC e costituire Fondazione Repubbliche Marinare

Aggiornato il palmares della regata storica delle antiche repubbliche marinare con la vittoria di Venezia e archiviato il passaggio sulla Laguna, con tutto il suo carico di suggestione e spettacolarità, dei galeoni delle quattro città consorelle, si volta pagina.

Anche se i veleni del post gara di sabato 1 giugno continuano a scorrere nelle vene per come è maturato l’esito della 64esima edizione.

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Mettere in discussione il responso arbitrale serve ora davvero a poco anche per evitare strappi perniciosi per quei già precari equilibri all’interno del comitato generale. E allora cosa occorrerebbe fare? Giocare di diplomazia ponendo sul tavolo le presunte irregolarità di sabato per ripensare e rifondare l’intera organizzazione.

A cominciare dalla costituzione di una Fondazione delle Repubbliche Marinare, ipotesi più volte evocata e mai formalizzata, a cui affidare le sorti di un evento culturale e di tradizione che anche il sindaco di Venezia ha esaltato con convinzione ai microfoni del Tg2.

«Questo evento non ha un significato solo per Venezia ma anche per tutte quante le repubbliche marinare, che rappresentano il meglio dell’Italia. Rappresenta di nuovo quest’alleanza, quest’amicizia che affonda le sue radici nella storia e ci porta a progettare il futuro nel mare. Chi può meglio difendere il mare di chi ci va in mare? Per cui la tradizione marinare è futuro nel mare. Venezia si ripropone insieme alle altre repubbliche come un momento di riappropriazione del mare. Noi siamo una forza in mare e il mare lo difendiamo andandoci» ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Parole non di circostanza che aprono a nuove ipotesi di rilancio di questo straordinario evento che dalla sua prima edizione gode dell’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

E allora, complice anche questa nuova visione legata alla risorsa mare, potrebbe essere il momento di spingere per una Fondazione delle Repubbliche Marinare in cui coinvolgere anche la Federazione di Canottaggio dai cui circoli provengono ormai la maggior parte degli atleti che siedono sui quattro galeoni. Questo significherebbe, in chiave prospettica, nuovo slancio e nuova linfa per il canottaggio e di quelle piccole realtà che si affacciano con fatica alla voga.

Ma soprattutto maggiori certezze per la definizione delle date da defininire insieme alla Fic che conosce bene i calendari delle gare nazionali ed europee e degli impegni degli altleti con la casacca della nazionale italiana. Atleti per i quali è diventato da alcuni a questa parte motivo di vanto e di orgoglio la loro presenza sui quattro galeoni.

Le polemiche e i veleni, meglio tenerli da parte. Annebbiano le menti e oscurano la vista. E’ ora di passare alla diplomazia, ritrovare concordia per ridisegnare il futuro di un evento che rievoca i fasti, promuove lo sport e la sana competizione agonistica, e si fa testimone nella tutela della risorsa mare.