Territorio

Reddito di cittadinanza 2022: cambiano le regole. Ecco le novità

Nella manovra 2022 prevista dal Parlamento c’è anche il reddito di cittadinanza. La misura, introdotta durante il periodo di governo gialloverde Lega-Movimento 5 stelle e, successivamente, confermata dall’asse Pd-M5s è da sempre un argomento “piccante”.

Il provvedimento, adottato per agevolare economicamente i cittadini inattivi, spesso è  stato usato da diverse persone in modo scorretto. Ciò, tuttavia, è accaduto anche per alcune lacune presenti all’interno della legge stessa.

Un quadro completato anche da una serie di indagini che hanno permesso la scoperta di numerosi abusi e illeciti molto spesso commessi anche da membri della malavita. Proprio a causa di ciò il governo ha deciso di “stringere la morsa”. Gli aggiornamenti, confermati nel vertice di oggi a Palazzo Chigi, passeranno al vaglio del Parlamento.

Il cambiamento più importante riguarda proprio le politiche attive legate al reinserimento nel mondo del lavoro. Al primo rifiuto dell’offerta di occupazione, l’importo del reddito di cittadinanza verrà immediatamente decurtato. Successivamente, se si rifiuterà una seconda offerta, al beneficiario sarà tolto il sostegno economico.

Le famiglie

Le famiglie numerose riceveranno un assegno più alto.  Ad esempio, una famiglia di sei componenti con quattro figli senza redditi e in affitto potrà avere fino a 1.540 euro al mese di assegno a fronte dei 1.330 attuali, mentre un single si fermerà a 450 euro al mese. Il contributo per l’affitto sarà quindi calcolato in base all’ampiezza della famiglia.

Assegno per gli stranieri

Anche gli stranieri, residenti in Italia da almeno 5 anni, potranno ricevere il reddito di cittadinanza. Ciò permetterebbe di includere nella platea dei beneficiari altre 68 mila famiglie.

Offerta di lavoro

I beneficiari potranno ricevere quindi delle offerte di lavoro. Queste saranno considerate “congrue” – e quindi valide- quando il contratto proposto superi obbligatoriamente il mese, senza però andare oltre una durata di tre mesi “per incoraggiare – fanno sapere dal comitato – persone spesso molto distanti dal mercato del lavoro ad entrarvi e fare esperienza”. 

Inoltre, l’azienda dovrebbe trovarsi entro gli ottanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o sia comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

Controlli

Anche i controlli saranno maggiori ed infatti, saranno verificati verifiche i requisiti di residenza e patrimoniali.

 

Maria Chiara D'Amato

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