Territorio

Ravello d’estate, la Svizzera in inverno: la cucina di Enrico Ruggiero sospesa tra Alpi e Mediterraneo

Dai contrafforti di roccia della Costiera Amalfitana alle vette innevate di Zermatt: un nuovo tassello nel percorso professionale di Enrico Ruggiero, chef che oggi incarna una rara capacità di muoversi tra mondi apparentemente lontani, uniti in realtà dalla stessa idea di lusso: esclusivo, silenzioso, profondamente identitario.

Dopo la stagione estiva vissuta alla Rondinaia di Ravello, presso il ristorante Nexst, interno alla struttura, in cui tornerà a guidare la brigata dalla prossima primavera dopo la consueta chiusura, infatti, nel corso della stagione invernale, Ruggiero è protagonista delle cucine dello Chalet Zermatt Peak, struttura pluripremiata, eletta “Miglior Chalet Sciistico del Mondo” per sei anni consecutivi ai World Ski Awards. Un contesto di altissima ospitalità, dove ogni dettaglio è pensato per un’esperienza su misura e dove la cucina diventa parte integrante del racconto. Qui lo chef firma percorsi gastronomici che dialogano con il territorio alpino e con una clientela internazionale abituata all’eccellenza, mantenendo sempre una cifra stilistica fatta di equilibrio, precisione e rispetto assoluto della materia prima.

In questo scenario, la sua cucina si esprime attraverso piatti che uniscono tecnica e profondità, come il carpaccio di cervo con spuma olandese e ginepro, il risotto Acquerello cacio e pepe al tartufo bianco d’Alba, o l’agnello cotto a bassa temperatura con cavolfiore arrostito e nocciole del Piemonte IGP. Proposte che rispecchiano una sensibilità capace di adattarsi al paesaggio invernale senza rinunciare a una visione personale, elegante e mai urlata.

L’esperienza di Zermatt non è però un capitolo isolato, ma si inserisce in un percorso più ampio che trova il suo contraltare estivo alla Rondinaia di Ravello, dimora iconica affacciata sul mare, già buen retiro dello scrittore Gore Vidal. Qui, tra terrazze sospese sul blu e una storia intrisa di cultura, arte, e letteratura, Ruggiero dà forma a una cucina che cambia registro ma non anima. Se in montagna il racconto è fatto di profondità, comfort e calore, in Costiera prevalgono leggerezza, mediterraneità e dialogo con il paesaggio, in un continuo gioco di sottrazione e armonia.

È proprio questo movimento stagionale, questo passaggio tra inverno e estate, tra Alpi e Mediterraneo, a rappresentare la cifra distintiva dello chef. Due mondi opposti che Ruggiero riesce a tenere insieme con naturalezza, portando con sé ciò che apprende in ciascun contesto. L’esperienza maturata nello chalet svizzero, dove il lusso è totale, privato e immersivo, diventa patrimonio da rielaborare alla Rondinaia, contribuendo a rafforzarne l’identità come luogo di ospitalità colta, riservata e fuori dal tempo.

In entrambi i casi, la cucina non è mai un semplice servizio, ma parte integrante dell’esperienza emotiva del soggiorno. Un lusso che non si ostenta, ma si vive. Ed è in questa visione, fatta di stagioni che si alternano e di luoghi che si parlano, che Enrico Ruggiero costruisce un percorso gastronomico e umano coerente, raffinato e profondamente contemporaneo, capace di raccontare il mondo senza perdere il senso del luogo.

Redazione Web

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