Territorio

Ravello, al via le indagini per il rischio idrogeologico al “bacino Sambuco”

Sono partite a Ravello le indagini geognostiche necessarie per la formazione del piano per la gestione del rischio idrogeologico. A rendere noto l’inizio delle indagini nell’area “bacino Sambuco” è la stessa Amministrazione Comunale della città della musica attraverso una nota.

Obiettivo principale delle attività, cofinanziate dalle Regione Campania, è quella di migliorare le condizioni di sicurezza degli abitanti su un territorio fragile e da sempre oggetto di criticità e dissesti.

Ad effettuare i sopralluoghi, sono i tecnici di Impresa SIA – Servizi per Ingegneria e Ambiente, per conto dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

Il percorso tecnico scientifico / operativo per la gestione del rischio idrogeologico tra Minori e Ravello vuole migliorare le condizioni di sicurezza degli abitanti dei due paesi: mette in atto interventi di organica sistemazione: tutelare e valorizzare il sistema ambientale antropico e culturale.

Ancora tra gli obiettivi quello di garantire un idoneo livello qualitativo di vita per le popolazioni residenti e la promozione di necessarie funzioni e servizi di tipo sociale o connesse al turismo, indispensabili per lo sviluppo sociale ed economico.

Infine si vuole garantire la sostenibilità degli interventi mediante il ricorso a misure atte a contenere e/o mitigare le condizioni di rischio con il coinvolgimento del partenariato pubblico e privato e costruire un modello per la gestione del rischio idrogeologico e sostenibilità ambientale da estere ed attuare in altri contesti.

«Tra le finalità dei dati raccolti c’è anche la costituzione di un modello per la gestione del rischio idrogeologico e della sostenibilità ambientale, da estendere ed attuare in altri contesti che presentano le nostre stesse problematiche – spiega il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier – Invitiamo dunque i cittadini ad offrire la massima collaborazione. Le operazioni non comporteranno infatti tecniche invasive, ed alla conclusione delle stesse saranno ripristinate le condizioni iniziali dei siti e delle proprietà oggetto di indagine».

Ramona Buonocore

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