Ravello: il sindaco Di Martino vieta ogni attività di procacciamento di clientela

Il sindaco di Ravello Salvatore Di Martino, con l’ordinanza numero 42 del 20 luglio ha vietato a chiunque, su tutto il territorio comunale, di svolgere attività di procacciamento di clientela per sé o per gli altri.

Nello specifico l’ordinanza vieta di avvicinarsi e/o fermare persone o vetture per svolgere opera di raccomandazioni, anche con semplice cenno di invito di accostare; offrire al di fuori delle attività commerciali o di pubblico esercizio, dietro compenso diretto o indiretto, beni o servizi non richiesti; molestare o disturbare in qualsiasi altro modo la libera e tranquilla circolazione delle persone per le vie cittadine: accompagnare turisti presso esercizi pubblici o commerciali al fine di invitarli all’acquisto.

E poi ancora il divieto di distribuire volantini pubblicitari o sponsorizzare eventi in qualsiasi modo, se non previa autorizzazione rilasciata dal Comando di Polizia Locale; utilizzare il simboli “i” o altri analoghi per indicare un punto informazioni, se non preventivamente autorizzato dal Comando di polizia locale; offrire la propria opera o conoscenza per visite guidate o turistiche.

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Il sindaco avverte che, in caso di inosservanza a quanto disposto dalla presente ordinanza, i trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria fino ad un massimo di 500 euro.

L’ordinanza si è resa necessaria poiché sul territorio del Comune di Ravello sono presenti, soprattutto nel centro storico, numerose attività commerciali e pubblici esercizi che, da sempre, proprio per la loro ubicazione prossima ai principali monumenti, sono da considerarsi un vero e proprio biglietto da visita della Città, primo punto di accoglienza per i turisti e i visitatori provenienti da tutto il mondo.

Per migliorare sempre più la qualità dei servizi offerti e incentivare ulteriormente la crescita della cultura dell’accoglienza, l’Amministrazione intende proseguire nel cammino intrapreso con l’adozione di iniziative volte a contrastare le attività di molestia e il disturbo della quiete dei cittadini e dei graditi ospiti, in particolare di quelle pratiche commerciali risultanti sgradevoli per l’utenza.