Territorio

Ravello, domani il pellegrinaggio in nome di Beato Bonaventura

Da Ravello a Potenza nel segno della cristianità. Si terrà domani il pellegrinaggio dalla Città della Musica, Ravello, al capoluogo lucano. Un cammino di fede, speranza e orgoglio, che unisce idealmente le due comunità.

La Città di Ravello ha celebrato lo scorso 26 ottobre il 311esimo anniversario dalla morte del Beato Bonaventura. Le spoglie del sacerdote, nato a Potenza, sono conservate sotto l’altare maggiore della chiesa di San Francesco. La mattina del 26 ottobre si è celebrata la santa messa, presieduta dall’arcivescovo di Potenza, Salvatore Ligorio. Alla funzione hanno preso parte, tra gli altri, il vicesindaco di Potenza, Michele Napoli, il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier e l’assessore Paola Mansi.

Si ripeterà domani, mercoledì 4 gennaio, il pellegrinaggio della comunità di Ravello verso Potenza, città natale del Beato Bonaventura, nel 372mo anniversario della nascita. Per l’occasione, sarà rilanciato il gemellaggio religioso tra Potenza, dove il beato nacque, e Ravello, dove spirò il 26 ottobre del 1711. In Costiera oggi sono custodite le sue spoglie.

Il programma prevede la partenza da Ravello alle ore 8 dal largo Boccaccio. Alle ore 11 e 30 è prevista, nella chiesa del Beato Bonaventura da Potenza, nel rione Malvaccaro, la celebrazione presieduta da fra Cosimo Antonino e l’offerta dell’olio per la lampada votiva donato dai ravellesi.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il vicepresidente del consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese e, per rinsaldare il legame tra le due città protagoniste della storia del Beato Bonaventura, i due Sindaci delle Città.

LA STORIA – Antonio Carlo Gerardo Lavanca, questo il nome di battesimo del Beato Bonaventura da Potenza, entrò all’età di 15 anni tra i frati minori conventuali, divenendo sacerdote nel 1675. Passò per vari conventi, da Aversa ad Amalfi, da Nocera Inferiore ad Ischia, da Sorrento a Ravello, dove morì il 26 ottobre 1711. Venne beatificato da Papa Pio VI il 26 novembre 1775.

Matteo Maiorano

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